Racconti d’agosto: intorno al dono
28 Agosto 2019Cosa è un dono? In fondo la domanda è la domanda di tutte. Si nasce per dono di un amore, comunque sia amato, consumato sentito e con il dono del tempo che ti è dato. Poi il dono è quella cosa che hai e ti fa unico davanti agli altri, il dono del canto, delle mani che cambiano le cose, del genio di capire le cose e…
Seguiamo i doni che abbiamo ricevuto e nulla si deve se non l’idea che esiste un donare che non è rimando del ricevuto, come pallina in una partita di tennis ma è mettere la stessa pallina accanto ad un bimbo che la fa rimbalzare. Il dono è questo liberare non le cose che hai, come far uscire i piccioni dalla voliera, ma di trovare nel sorriso del bimbo che segue il rimbalzo della pallina il senso di vivere, di essere di stare qui. Il dono è tempo “perduto” ma così assaporato che ne senti il gusto in gola. Dicono che il dono sia eversivo perché dare senza neanche l’idea del ritorno cambia il donate, il donato, e chi si trova accanto il dono. Già, penso che ci sia bellezza in questo ma la bellezza sarebbe un ritorno invece qui non torna nulla se non l’eversione dell’esempio che fa eco e mette in circuito l’idea che ogni altro è umano, come te. Il dono è l’idea che ogni altro è come te, questo muta.
Ho paura, come ogni uomo, temo che ciò che hai, fosse anche il talento, poi non torna come fosse finito, come se la felicità fosse di una quantità che terminata non la trovi più, invece è multiplo infinito di quel niente che è tutto. Ho incontrato il dono, mi ha stupito. Mi è giunto, come ogni dono, non su richiesta che è prenotazione della tristezza, ma per la generosità che ha in dote il fato che è avaro di bene, generoso di dolore, ma stupefacente nel dono. Il dono arriva tra le mani, sul palmo della mano se lo sai sentire è tutto e non c’è da capire. Basta ascoltare…. già il dono ti chiede solo la generosità dell’ascolto, altrimenti svanisce come carrozza di Cenerentola che torna zucca. Buon tempo, cerca il dono.
Nella foto Marc Chagall “la Thora”


