Contratto di costa dell’Agro Pontino, chiesti 30mila euro

Contratto di costa dell’Agro Pontino, chiesti 30mila euro

11 Settembre 2019 0 Di Fatto a Latina

Il 10 settembre la Provincia di Latina ha presentato domanda di partecipazione al bando della Regione Lazio a sostegno dei Contratti di fiume, comprensivi di costa, lago e foce.

Lo ha fatto chiedendo che il progetto venga finanziato con il massimo del contributo previsto, 30mila euro, come capofila e coordinatore dei diversi attori del territorio quali i Comuni di Latina, Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Sezze, Sermoneta, l’Ente Parco Nazionale del Circeo, il Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino, Acqualatina, la Camera di Commercio di Latina e Unindustria e tutte le rappresentanze e le associazioni del territorio.

 

Il bando della Regione Lazio è destinato a sostenere i Contratti di fiume che al momento della domanda abbiano completato la prima fase. Ammonta a un totale di 300mila euro l’importo messo a disposizione dalla Regione Lazio da ripartire tra i vari progetti presentati nel rispetto del regolamento e che già hanno completato la prima fase.

Il Contratto di costa dell’Agro Pontino

Il Contratto di costa dell’Agro Pontino riguarda il bacino idrografico di Rio Martino, compresi i territori che si trovano tra la costa e i fiumi Sisto e Astura per un totale di circa 440 chilometri quadrati. Dal punto di vista amministrativo questi territori sono di competenza dei Comuni di Latina, Sabaudia, San Felice Circeo e per una parte di Terracina.

Lo scopo del Contratto di fiume

Questo strumento volontario di programmazione strategica  integrata per la gestione delle aree costiere è in grado di  promuovere la riqualificazione utile ad identificare criticità, attivare politiche condivise di gestione sostenibile e valorizzazione dell’area costiera. E’ capace di promuovere la riqualificazione ambientale e paesaggistica, attraverso azioni di prevenzione, mitigazione e monitoraggio delle emergenze di inquinamento ambientale, di dissesto idrogeologico e di erosione, di impatto paesaggistico/naturalistico, di mitigazione del rischio derivante dai cambiamenti climatici.

Al progetto hanno partecipato anche Slow food Lazio, il Circolo Lepini Legambiente e dell’Ente Parco Nazionale del Circeo e di Acqualatina.

Responsabilità e controllo

Un progetto che fa sì che l‘iniziativa pubblica torni a ricoprire quel ruolo di responsabile e garante di una azione continua di controllo e di monitoraggio così da favorire anche lo sviluppo di un turismo sostenibile e di economie agricole con la stessa connotazione. Creare altresì le condizioni per la messa in sicurezza del territorio e una maggiore qualità delle coltivazioni e dei corpi idrici della nostra provincia.

Un progetto che porta a guadagnare la collettività tutta, con la tutela e rispetto dell’ambiente e creare presupposti per un turismo sostenibile che stenta a partire su questi territori.