Teatro D’Annunzio, bruciamo le sedie
19 Settembre 2019Se pensi alla grande rivoluzione di Francia, ti vedi la Bastiglia, se pensi all’ottobre dell’avvenire vedi il Palazzo d’Inverno, se pensi al grande Risorgimento italiano vedi la platea de La Scala, se immagini Roma che muore hai davanti i resti del foro. Se devi spiegare la forza della natura e la natura della forza davanti all’arroganza umana mostri Pompei e quel che ne rimane.
Si vive per simboli, si immagina per simboli e per simboli si capisce. Perché Nino Corona è stato un grande sindaco? Perché ha fatto il teatro. Perché gli altri sono stati mediocri? Perché non l’hanno capito, curato esaltato, usato. Slitta ancora l’apertura del D’Annunzio, la SCIA (il certificato di inizio attività) non è mai giusta e i Vigili del Fuoco non autorizzano l’apertura.
Domanda: perché tutti i teatro italiani sono aperti e Latina no, o sta SCIA di Latina è n’atra SCIA rispetto al resto del mondo? L’assessore Silvio Di Francia è sicuramente uno dei migliori della squadra di Coletta, ci pure mette il cuore, ma il teatro non apre, il teatro è chiuso.
Il teatro è il respiro del pensiero della città, noi siamo in apnea da 5 anni. Dicono che il problema è la certificazione ignifuga (che non si bruciano) delle sedie, ci vuole un documento che dica che sono ignifughe, ma non si trova. Bene, staccate una sedia mettetela nel cortile chiamate il capo dei Vigili del Fuoco provate a bruciarla: se se iarde cagnate le sede, se non fateve firma i certificato (se si brucia cambiate le sedie, se non si brucia fatevi firmare il certificato).
Ma fatelo altrimenti è comica per il Comune ma anche per i Vigili del Fuoco e quel che è peggio per la considerazione che hanno delle istituzioni i cittadini.


