Ma chi era questo Rousseau e perché una piattaforma?

Ma chi era questo Rousseau e perché una piattaforma?

20 Settembre 2019 0 Di Luca Cianfoni

Oggi nuova votazione del MoVimento 5 Stelle sulla piattaforma Rousseau per le elezioni regionali in Umbria. Ormai siamo abituati a sentir parlare di questo strumento utilizzato dal movimento grillino e ne ripetiamo il nome quasi senza pensarci, ma questo Rousseau chi era e perché ha dato il nome alla piattaforma M5S?

La piattaforma Rousseau

Innanzi tutto chiariamo cos’è questa piattaforma Rousseau: sostanzialmente è un sito dove gli iscritti del MoVimento 5 Stelle possono collegarsi e votare. Gli iscritti alla piattaforma attenzione, non tutti gli elettori. La differenza può sembrare sottile ma in realtà è sostanziale, perché se l’elettorato 5 Stelle può contare qualche milione di persone, la piattaforma in realtà conta solo un centinaio di migliaia. Su questo sito dunque, si possono votare decisioni politiche (come lo sono state quelle che hanno permesso al M5S di formare il governo con la Lega prima e il PD poi), si può votare il candidato sindaco/governatore/capo politico del movimento o infine anche chi andrà a far parte delle liste elettorali di future elezioni. Un contatto diretto con la base, come vogliono essere le primarie del PD, solo che quest’ultime sono ancora cartacee, mentre quelle del M5S sono digitali.

Il ruolo della piattaforma Rousseau

Negli ultimi anni abbiamo imparato a capire cos’è quindi e c’è chi la considera un grande passo verso la democrazia diretta e chi invece pensa che interferisca con il regime di democrazia parlamentare italiano. C’è chi non lo ama come lo scissionista a freddo Renzi che ha confessato di “non voler morire d’algoritmo” e chi invece lo osanna, come tutti i 5 Stelle, che lo considerano quasi alla stregua di una divinità. La discussione è controversa senz’altro ma ogni partito è libero di avere una propria organizzazione interna a patto che questa non interferisca con leggi e istituzioni statali sancite dalla Costituzione. Senza però andarsi a impelacare in paludi costituzionali e politiche la domanda iniziale rimane, chi era questo Rousseau e perché proprio lui dà il nome a questa piattaforma?

Jean-Jacques Rousseau

Jean-Jacques Rousseau è stato un pensatore, filosofo e intellettuale svizzero vissuto nel 1700, che ha studiato a Torino e trasferitosi in Francia guadagnò popolarità eterna grazie alla sua partecipazione alla stesura della prima Enciclopedia di Diderot e D’Alembert. Insieme ad altri intellettuali francesi del suo tempo è ricordato come uno dei padri dell’illuminismo e le sue idee sono alla base dei concetti di uguaglianza della rivoluzione francese. È stato anche musicista, pittore, scrittore di pedagogia e di spettacoli teatrali, insomma un grande pensatore a tutto campo.

E questo che c’entra con i 5 Stelle?

Il fondatore digitale dei 5 Stelle Gian Roberto Casaleggio, appassionato del filosofo ginevrino, aveva fatto suoi i concetti espressi da Rousseau nella sua opera Contratto Sociale. In questo scritto si parla del rapporto tra uomo e natura e del fatto che l’uomo formi delle comunità, delle piccole società. Ecco in questo caso per Rousseau era impensabile che qualcuno negasse a se stesso il proprio diritto alla libertà delegandolo a qualcuno altro. Tradotto in altre parole per lui non poteva esistere una democrazia rappresentativa ovvero il principio per cui un’altra persona rappresenti l’dea di qualcun altro; per il filosofo, essendo ognuno di noi unici sulla faccia della terra, ognuno doveva rappresentare se stesso e la propria idea.

La piattaforma Rousseau

Questo infine è il principio che ha mosso Casaleggio all’apertura di questo sito dove poter effettuare le votazioni e il principio della democrazia diretta è stato fin dall’inizio uno dei cavalli di battaglia del M5S, che sognano (o forse sognavano) un giorno di digitalizzare il Parlamento e di far votare le proposte di legge a tutti gli italiani. Sogno? Utopia? Forse in un futuro, non si sa se prossimo o lontano, questo accadrà veramente, ad oggi può solo dirsi che di contraddizioni ne è pieno il mondo e di conseguenza anche il MoVimento 5 Stelle e così un movimento che oggi si pone come obiettivo il taglio dei parlamentari (dando quindi anche meno rappresentanza ai cittadini), solo ieri sognava di farli diventare 60 milioni.