Idea: per aprire il D’Annunzio chiamiamo il genio militare

Idea: per aprire il D’Annunzio chiamiamo il genio militare

21 Settembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Quando non sei capace, ed è palese, devi ammetterlo. A Latina, unici al mondo, non siamo in grado di aprire il teatro. Ci scuseranno gli altri italiani, ma qui ci deve essere un gene che impedisce l’apertura del teatro. Damiano Coletta deve arrendersi e fare l’unica cosa possibile, dichiarare lo stato di minorità di tutti noi e chiamare il genio militare. Non c’è altra via. Una poltrona Frau che è ignifuga in tutto il mondo, a Latina deve essere certificata. Saranno certificate le sedie delle Terme di Caracalla, e l’impianto antincendio fatto dai romani sarà a norma? E all‘Arena di Verona se viene un temporale è idrorepellente la capoccia del tenore? E c’è la certificazione che assicura la galleggiabilità dell’arena rispetto alla piena dell’Adige?

Il Teatro la Fenice si è già bruciato una volta, ora siamo sicuri che non sprofondi e le sue sedie sono galleggiabili? Un poco mi sento preso in giro perché quel teatro il D’Annunzio è stato fatto con  i soldi del contribuente, sudati, pesanti. Ora al contribuente interessa poco del resto, ma il teatro va aperto. Intervenga l’esercito e sani la situazione.

E in Comune dove da 5 anni non aprono un teatro fatto vogliono comperare la sede della banca d’Italia, ma fatemi il piacere… A dimenticavo ma che ci facciamo con l’Icos? Che ci facciamo con l’Intermodale? Che ci facciamo con il mattatoio di Chiesuola, il mercato dei Cocomeri di Borgo Grappa, e mi fermo. E non è colpa di Coletta, lui è l’ultimo degli incapaci preceduti da altrettanti incapaci. Una filiera di inutilità e il contribuente paga