Durigon-Coletta, derby manicheo senza spettatori
13 Novembre 2019Allo stato attuale lo scontro è tra un Damiano Coletta alle prese con la prassi amministrativa ed un Claudio Durigon alle prese con una “discontinuità” storica. Perché lo scontro politico prossimo venturo per Latina non si gioca nelle terre del male, né in quelle del bene, ma nella terra possibile degli uomini, la terra di mezzo.
Per Tolkien è: “indica il mondo abitato dagli uomini, l’oikoumene: di mezzo perché si pensava vagamente che fosse posta al centro di mari che la circondavano e tra i ghiacci del nord e i fuochi del sud“. Tra i ghiacci della restaurazione della destra, e il fuoco savoranoliano di Coletta. In questo mezzo si gioca la partita, un mezzo ancora vuoto, ancora difficile, ancora protopolitico, ma il bisogno vero di Latina.
Per 20 anni è stata “laboratorio di una destra mai nata”, per 4 esperimento di virtù manifeste e vuote, mai città italiana normale, città di dialettica tra visioni di città ma comunità di fedi e redenzioni.
La sfida sarà qui, sarà vincente chi si farà non “vendicativo”, non “salvifico”. A Latina si va in comune come nel resto del mondo si va in chiesa: chi lo fa per redimersi dal peccato e prendere il bonus per peccare ancora, chi per farsi vedere pio ma ha lo stesso odore falso degli altri. Servirebbe solo che qualcuno avesse la misericordia per le creature di Dio nei loro bisogni, nei loro errori e nella consapevolezza della normalità.
Chi vincerà? Se restano queste due possibilità ci saranno altri giocatori protagonisti, il prossimo sindaco sarà colui o colei che apparirà più normale, più errante, più capace.


