PPI, il 2 dicembre il Tar decide sul ricorso, Cori si fa sentire

PPI, il 2 dicembre il Tar decide sul ricorso, Cori si fa sentire

22 Novembre 2019 0 Di Luca Cianfoni

È fissata al 2 dicembre la data di pronunciamento del Tar del Lazio sul ricorso che i comuni di Cisterna, Cori, Sezze e Sabaudia hanno intentato alla Regione Lazio contro la chiusura dei PPI cittadini.

L’ultimo atto della Regione Lazio sui PPI

Dopo l’incontro del direttore generale della Asl Giorgio Casati nel consiglio comunale di Cisterna, in cui il massimo vertice dell’azienda sanitaria locale ha spiegato la situazione dei PPI di Cisterna allargando poi anche alla provincia di Latina, oggi ci sono ulteriori novità. A fornirle è direttamente la Regione Lazio attraverso un Decreto del Commissario ad Acta del 14 novembre, in cui al punto 7.1.3 Trasformazione dei Punti di Primo Intervento scrive:

La Regione Lazio ha programmato la trasformazione dei PPI in Punti di erogazione di assistenza primaria; in proposito le Aziende Sanitarie interessate (Asl Roma 4, Asl Roma 5, Viterbo, Rieti e Latina) hanno già adottato gli atti di propria competenza che prevedono il servizio, diversamente qualificato, ma in continuità con le funzioni precedentemente svolte, a far data dal 1 gennaio 2020.

Sostanzialmente una conferma di quanto detto dal direttore Asl nel consiglio comunale di Cisterna di Latina, ovvero il servizio dei PPI dal 1 gennaio 2020 rimarrà esattamente lo stesso, l’unica cosa che cambierà sarà il nome della struttura che diverrà: Punto di erogazione di assistenza primaria.

La puntualizzazione di Cori su Regione e ricorso al Tar per i PPI

Quest’atto della Regione che sembra voler fermare e sterilizzare la richiesta sospensiva dell’atto precedente e infine bloccare e rendere nullo il ricorso che i comuni di Cisterna, Cori, Sezze e Sabaudia hanno effettuato presso il Tar del Lazio:

È chiaro che è una manovra per bloccare il nostro ricorso sulla trasformazione dei PPI – scrivono dal comitato di Cori. La Regione anche se in parte di fatto accoglie la bontà del ricorso mantenendo il servizio in essere con “la continuità delle funzioni precedentemente svolte”, ossia il servizio attuale che ha le caratteristiche di emergenza urgenza, non spiega come faccia a perseguirlo con il dipartimento di assistenza primaria e tutto questo resta un mistero!! Va sottolineato inoltre che la Regione non rispetta con tale Atto il decreto 70 (Lorenzin) che prevedeva per i PPI con più di 6000 accessi annui la responsabilità degli stessi PPI sotto il DEA, che garantisce giuridicamente il mantenimento del personale e dei presidi medici, farmacologici per gli interventi di urgenza ed emergenza. Una delibera utile solo a sterilizzare la richiesta sospensiva dell’atto precedente; il ricorso evidentemente ha colto nel segno.