Treno dixit 37/ A Latina siamo morti di salute onestissima
16 Dicembre 2019In treno si parla, l’assessore chiarisce subito: “Ma perché tanta acredine contro Damiano Coletta, lui ha mantenuto il patto”.
Il patto? Ci penso, ci ripenso e concordo. E’ vero. Aveva detto “fuori i mercanti dal tempio?”. E in Comune non ci va più nessuno: non ci vanno i mercanti, non ci vanno i sacerdoti, non ci vanno i fedeli. Non ci vanno, ed il piano è rispettato.
Aveva detto è tempo degli onesti? E cosa si fa per evitare il desiderio di “disonestare”? Non si induce in tentazione. Quindi non facendo non si può errare.
Lo capisco mio padre mi comperò una Renault 4, base che più base non si può. Mamma quando la vide commentò: “ma almeno i sedili…”. Papà non fece una piega: “Più cose ci metti, più cose si rompono”. Coletta ha un poco copiato papà mio.
Dice, ma perché andare a teatro se si può stare a casa? Le buche sono un pericolo… se viaggi, se te stai in casa non sono un problema. L’erba? Si secca da se, poi diventa humus per la terra, economia circolare.
Un solo appunto, nessuno è perfetto, Coletta parlava di rivoluzione gentile ma in commissione l’assessore Roberto Lessio si incazza, ma c’è un limite a tutto, questi cittadini che vogliono pure parlare. Lessio basta e si basta, dei rifiuti è il vate, il resto è silenzio e quello, il cittadino, voleva pure parlare.
La città è così onesta che farà domanda di santità, non c’è un cattivo a pagarlo, l’amministrazione nel suo niente è trasparente, è che meglio non si può.
Obbiettivo raggiunto, siamo onestissimi, siamo trasparenti, siamo “morti di salute”. Come John Harvey Kellogg dalla cui clinica si usciva guariti ma leggermente morti, siamo un cimitero felice, un cimitero onesto.
L’assessore ha parlato serio stamane, resta in gola la polenta perchè scalda e consola, ma pare che Furlanetto non lo abbia invitato, o meglio non abbia rinviato la polentata per l’assessore che di questo si duole, non si nega ai vivi la polenta. Per il resto, la tristezza poi ci avvolse come miele.


