Covid 19/ La furbizia che è il limite di una società

23 Marzo 2020 0 Di Glenda Castrucci

Ci hanno detto di rimanere a casa e di salvaguardare noi stessi e gli altri. Ogni sera alle 20:30 il nostro Sindaco trasmette in diretta Facebook le novità sul maledetto Covid-19, raccomandandoci di uscire solamente per motivi di necessità. Al telegiornale non si parla di altro all’infuori del Coronavirus, di cosa succede in Italia e nel Mondo intero, perché anche se c’è chi tace, sappiamo benissimo che nessuno Stato è indenne, tutti siamo stati contagiati.
C’è chi continua a sottovalutare la gravità della situazione, chi rispetta il decreto, chi si pone tanti quesiti sulle scelte del Premier Conte, chi afferma sia tutto sbagliato e falliremo, chi invece è positivo. Poi c’è chi di constatazioni da fare ne avrebbe molte, ma non sa come farsi ascoltare, perché una cosa che questo mostro ci ha insegnato, è che avere una diversa opinione sulle cose rispetto la massa è pericoloso. È difficile dire la propria quando ci si vede un dito contro puntato, quando si viene ammoniti. Viviamo in una società che pensa in gregge, bela in gregge e agisce in gregge, e chi non si aggrega resta fuori dal gruppo.
Umberto Eco disse che i social media stavano lasciando troppo spazio agli imbecilli, che chiunque avesse in mano uno strumento tecnologico si sarebbe sentito nel diritto di dire la propria su qualsiasi cosa, danneggiando la collettività. Non aveva forse ragione? Quante fake news vengono condivise e diventano virali? In quanti commenti sotto gli articoli giornalistici ci imbattiamo durante il giorno, leggendo di gente che si improvvisa avvocato, medico, economo, scienziato e informatico? Quanti professionisti vengono surclassati da chi trascorre il proprio tempo davanti la tv ad ascoltare ogni minima cavolata gli venga detta, e si permette di sentenziare sul loro lavoro? Non c’è male maggiore al mondo dell’ignoranza, colei che adesso in cui viviamo un periodo critico, aggrava ancora di più la situazione. E non credo si tratti di psicosi causata dalla reclusione in casa, credo semplicemente che ora si abbia più tempo per dare libero sfogo alle fuffe.
C’è chi sui gruppi Facebook si ostina a dare false informazioni, pur conoscendo a memoria la verità. Ma, come si fa ad essere onesti con gli altri se si è il primo a raggirare la legge? E chi non è in grado di tener testa ad un civile dibattito, perché dotato di grossolana pochezza intellettuale, e aggredisce chi la pensa diversamente da lui, insultando, infangando, inveendo. Ecco queste sono le cose che mi preoccupano davvero, perché ho sempre avuto paura dell’ignoranza che mi circonda, anche se non ho paura di dire la mia.
Oggi mi faccio portavoce dei miei coetanei, delle indignazioni, della rabbia, dei pensieri loro e dei miei, perché almeno in questo sono fortunata: utilizzo il mezzo di comunicazione più efficacie dal tempo dei tempi, con la speranza di smuovere qualche coscienza.

Sappiate che non c’è rispetto per chi si ingegna a raggirare la legge continuando i propri comodi. Non c’è fiducia per chi utilizza il lavoro come scusa per andare a trovare amici e parenti. Non c’è solidarietà per chi imposta la sveglia alle 4 di notte e sgattaiola dal fidanzato: amare una persona vuol dire anche proteggerla, (e comunque siete poco furbi). Non c’è compassione per chi ha abbandonato l’Italia urlando che “all’estero è tutto meglio”, che l’Italia è un Paese di seconda categoria, che tutti dovremmo abbandonarla per un futuro migliore, ma che adesso è rimpatriato perché l’estero è pericoloso. Per voi spendo due parole in più: egoisticamente siete saliti su un aereo senza sottoporvi ad alcun tampone, senza preoccuparvi di essere infetti e provocare ulteriori danni alla vostra famiglia in primis, e all’Italia in secondo luogo. Pagate le tasse “che sono più basse” nei Paesi esteri, mentre noi che siamo rimasti (secondo voi siamo sfigati), le paghiamo qui: ebbene, se malauguratamente dovesse andar storto qualcosa, siate consapevoli che il respiratore “nostro”, appartenente alla sanità italiana (non francese, non inglese, non svizzera, non russa, non indiana) andrebbe a voi e non al nonno del vostro migliore amico, o all’ex compagna di scuola malata di cancro. Avete negato totalmente il vostro senso civico, la responsabilità e la solidarietà. Sputare nel piatto dove per anni avete banchettato è la vostra etica? Ma la cosa più squallida è che finito tutto, “ci” abbandonerete di nuovo. L’assalto al treno in Lombardia ha scatenato conseguenze catastrofiche sull’Italia intera, eravate stati supplicati di non spostarvi, ma l’inciviltà non cesserà mai di esistere.
C’è chi compra un panino al giorno per avere la scusa di uscire sempre di casa, chi va in farmacia per il dentifricio, chi fa jogging con l’amica l’una a fianco all’altra e si allontana allo scorgere di una volante, chi, come ha detto il Sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, ha
«il cane con la prostata». Ma chi state prendendo in giro, noi o voi stessi? Non è trasgredendo le regole che usciremo da questa disgrazia, e se prolungheranno la quarantena la colpa non sarà di chi è rimasto a casa, ma di queste categorie di persone. Non serve pregare Dio, non servono le armi e non serve l’astuzia, ma la razionalità di comprendere che qui non stiamo giocando.


La coscienza è parte dell’uomo, non è scindibile, pulita o sporca che sia: chiedetevi se vale la pena avere incubi la notte essendo consapevoli di aver errato durante il giorno, o se è meglio dormire su sette cuscini sapendo di aver fatto il giusto.