Cori, IC Chiominto apre il collegio docenti con Bella Ciao, scoppia la polemica

Cori, IC Chiominto apre il collegio docenti con Bella Ciao, scoppia la polemica

23 Marzo 2020 0 Di Luca Cianfoni

Girava già da qualche giorno via whatsapp il bellissimo video realizzato da alcuni docenti dell’IC Chiominto di Cori che per incoraggiamento a tutto il corpo docente, in apertura di un loro collegio hanno voluto cantare e suonare Bella Ciao.

Il caso Bella Ciao all’IC Chiominto di Cori

Fin qui tutto bene, l’iniziativa deve aver riscosso molto successo tra i docenti, tanto che il video è stato diffuso alla stampa ed è arrivato su facebook. Qui è scoppiato il caos. Il video ha subito risvegliato divisioni e crepe presenti all’interno del nostro tessuto sociale, rivelando e scoprendo quel sottile velo di unità di cui ci si era ammantati in questa quarantena da coronavirus. Sono scattate subito le polemiche, accuse di voler fare entrare la politica nella scuola, richieste di pubblica vergogna da parte degli utenti di facebook ai protagonisti del video e tutta la grettezza che si può immaginare conseguente ad un atto del genere. La domanda che si pone ora è, perché?

Perché cantare Bella Ciao diventa un caso?

Perché cantare Bella Ciao si trasforma sempre un caso etico-politico? Capiamolo.

È un gesto politico? Bene, almeno per il sottoscritto, che però ascrive ai gesti politici che tutti facciamo ogni giorno, anche fare la differenziata o non gettare a terra rifiuti (anche il fazzoletto di carta), perché così rispetto gli altri della mia città (pòlis, in greco, da cui deriva politica). Ma non si vuole la politica nelle scuole, niente destra o sinistra, su o giù, centro, alto, basso, ok (e torna in mente Gaber con Sinistra-Destra, cos’è sinistra cos’è destra).

No a Bella Ciao perché è un canto di sinistra? No, Bella Ciao è un canto popolare italiano, è un canto storico della Resistenza, è ripreso dalle mondine piemontesi, probabilmente non fu nemmeno mai cantato dai partigiani, ma ebbe “successo” dopo la guerra e venne a rappresentare la Resistenza, che ormai è risaputo è stato un movimento trasversale che comprendeva liberali, popolari, cattolici, monarchici, soldati che non si sono arruolati alla Repubblica Sociale di Salò, cittadini comuni e anche socialisti e comunisti. È di sinistra? Sfido a trovare una sola parola che rimandi a valori di sinistra.

«Una mattina mi son svegliato,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.

O partigiano portami via,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
o partigiano portami via
che mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,
e se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.

Seppellire lassù in montagna,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,
seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,
e le genti che passeranno
mi diranno «che bel fior.»

Questo è il fiore del partigiano,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,
questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà»

Il canto della libertà degli italiani (di tutti e non di una parte)

È un canto che parla di liberazione da un invasore, che ricorda tutti i partigiani (tutti) morti in montagna per assicurare la libertà a chi ci sarebbe stato dopo, con il rischio di non poterne godere per sé se fosse rimasto ucciso. È un canto che inneggia alla vita, che nonostante si canti in momenti difficili, inneggia al domani, si proietta nel futuro, in un futuro libero, in cui il nemico è stato sconfitto. E ora, come sentiamo dire ovunque, siamo in guerra e dobbiamo farci coraggio.

È un canto per tutti dunque, non di una parte contro l’altra, è un canto italiano e vedere ancora commenti di accuse a questo canto e soprattutto a degli insegnanti che non volevano fare altro che istillare coraggio ai propri colleghi, significa che il tanto decantato superamento delle ideologie, del superamento di destra e sinistra, non è così superato come si vuol far credere; che categorie politiche e storiche che si volevano ascrivere al passato fanno ancora parte di noi, con risentimento. Un’esecuzione tra l’altro originale e magistrale, in un Istituto Comprensivo che fa della musica un suo punto forte.

No a Bella Ciao perchè è divisiva? Sì, certo, come ogni cosa che esprime un’opinione è divisiva, ma la vita non si può vivere da indifferenti, diceva qualcuno, bisogna essere partigiani, bisogna prendere una parte.

È divisiva? Sì, divide il partigiano dall’invasore, divide l’oppressore dal liberatore, divide tra asservimento e libertà, a voi scegliere la parte.