Raffaella Di Vincenzo, si è spenta la maestra di danza che insegnava la vita

Raffaella Di Vincenzo, si è spenta la maestra di danza che insegnava la vita

26 Marzo 2020 2 Di Glenda Castrucci

Si è spenta oggi Raffaella Di Vincenzo che, per chi non la conoscesse, è stata una delle più grandi e importanti insegnanti di danza di Latina.

È quasi impossibile trovare una bambina, ragazza, o donna in città, che non abbia mai frequentato almeno una lezione di danza con Raffaella. Fu la mia prima insegnante, avevo 3 anni ma me la ricordo come fosse ieri: era titubante all’inizio nel prendermi con lei perché ero troppo piccola, ma non resistette alle mie lacrime e le mie prime mezze punte le custodisco ancora come fossero un gioiello prezioso.

Mi scrivono i suoi alunni, ci tengono che Raffaella venga ricordata non solamente per la sua bravura nella danza, ma per la persona speciale che era: «Raffaella è stata un faro nella notte non solo per le comunità di Latina e Latina Scalo, ma anche per Sermoneta e Norma, educando generazioni e generazioni di allievi non solo alla danza ma soprattutto alla vita.

Ha forgiato all’arte e alla bellezza tutti noi e non si è mai risparmiata: era disposta a portare sul palco almeno una coreografia in qualunque evento o spettacolo, anche quando le condizioni per ballare non erano quelle ideali (non c’era il palco, il pavimento era sbagliato, c’era pioggia o troppo sole). La sensibilità verso i suoi allievi era straordinaria e incomparabile, andava oltre la danza e sapeva leggerci dentro. Riusciva, nonostante fosse costretta su una sedia a rotelle, a trasmetterci la sua passione per la danza e ad insegnarci in maniera impeccabile i movimenti».
Era tutto questo Raffaella, e chi come me ha avuto la fortuna di incrociarla nella strada della vita non potrà che sentirsi onorato di averla conosciuta, perché di persone come lei se ne incontrano ben poche.

Questa la lettera che i suoi alunni hanno scritto a Raffaella, un infinito elogio ad un’infinita donna:

La maestra Raffaella non era solo una maestra di danza ma era soprattutto una maestra di vita: ha insegnato a generazioni di future donne e di uomini il senso del sacrificio, della disciplina, dell’onestà e della solidarietà. L’unico esempio degno di essere seguito non è quello fatto di parole ma di gesti e lei, dalla sua sedia a rotelle, ci dimostrava ogni giorno come gli ostacoli e i limiti sono fatti solo per coloro che si arrendono. “Vietato dire non ce la faccio” ci ripeteva con costanza come fosse un mantra: “vietato dire non ce la faccio” quando non riuscivamo a tenere una posizione alla sbarra; “vietato dire non ce la faccio” quando non riuscivamo a terminare i compiti assegnati a scuola; “vietato dire non ce la faccio” quando gli esami universitari rubavano il tempo all’arte più bella, la danza, perché solo la danza sa far parlare il corpo. Molte di noi allieve nel tempo hanno lasciato la scuola in via del Mughetto, quel luogo magico che profumava di parquet e di pece per le scarpe da punta ma nessuna di noi, ne sono certa, ha abbandonato gli insegnamenti della nostra maestra perché lei ci diceva sempre che si rimane ballerine per tutta la vita anche quando, con sofferenza, si appendono ad un chiodo le scarpine. Lei vedeva nei corpi e nelle anime delle allieve e degli allievi la loro vocazione. Dalla nostra scuola di danza non sono usciti solo ballerini ma anche docenti, medici, ingegneri, musicisti e professionisti in ogni campo e questo perché il suo spirito ci ha sempre spinto a seguire le nostre inclinazioni credendo con entusiasmo e fiducia in noi stesse. Raffaella continua a danzare nella nostra anima perché lei vive in noi e nei nostri movimenti: ”Se cerchiamo la vera fonte della danza, se ci rivolgiamo alla natura, allora troviamo che la danza del futuro è la danza del passato, la danza dell’eternità, che è stata e sempre sarà” (Isadora Duncan). Isadora Duncan ci dice che la danza è eterna. Ed è vero. La danza non sono solo i movimenti sudati alla sbarra o sulle punte. È l’energia dell’universo che muove i nostri corpi, che ci fa stare in equilibrio, ci connette con ciò che ci circonda in modo armonico ed elegante.
Ce l’ha insegnato lei e ci ha donato così il senso dell’eternità. È stata una madre, un’insegnante, un modello, una guida: ci ha fatto sorridere davanti alle difficoltà; ci hai spronato ad alzarci ad ogni caduta; ci ha insegnato come camminare nella vita, prima sulle mezze, poi, sulle punte per diventare le étoile della nostra vita. Danzerà sempre nei nostri ricordi, nel nostro cuore come un cigno bianco, puro e bello come la persona che è stata. Ora è lontana dalla sofferenza del corpo e potrà fare la sua danza libera più bella… Continuerà a guardarci e guidarci da lassù. Tieni il tempo per noi maestra e nell’eternità ci ritroveremo insieme.

I tuoi allievi                                                                                                   Latina, 26 marzo 2020

 

Il direttore Lidano Grassucci e la redazione di Fatto a Latina si uniscono al cordoglio di Massimo Rosolini, presidente dell’Ordine degli Architetti di Latina, marito di Raffaella Di Vincenzo.

Noi redattori siamo abituati a indicare luogo e orario dell’ultimo saluto. Ma sono questi giorni che impediscono al dolore di trovare consolazione nell’abbraccio degli amici e l’ultimo saluto per Raffaella può essere solo virtuale. Ma nelle parole che ci hanno inviato questi ragazzi, suoi allievi, immaginiamo una grande folla che tra le lacrime trova il sorriso per ricordare una persona bella e generosa.