Corone d’alloro ai tempi del Covid 19

Corone d’alloro ai tempi del Covid 19

31 Marzo 2020 0 Di Maria Corsetti

Arianna è elegantissima, trucco acqua e sapone, camicetta bianca retrò con il fiocco al collo e tatuaggio sul braccio che si intravede in trasparenza. In testa, sui capelli semplici e ordinati, la corona di alloro con le bacche e le rose rosse.

Arianna si è laureata questa mattina, a casa sua, praticamente in salotto, con la mamma Claudia e la sorella Alice vicino a lei. Alle 10.30 è arrivata la mail di conferma e Arianna Milone è diventata dottoressa in psicologia con una tesi su “Il disturbo borderline di personalità: origine depressiva e abusiva”, relatore il Professor Francesco Mancini.

Arianna, 25 anni, vive a Latina, dove ha frequentato il Liceo artistico. Fa parte della schiera dei laureandi ai tempi del Covid 19: proclamazione casalinga, c’è chi rimane in tuta e ciabatte, c’è chi indossa i tacchi. La bottiglia non manca mai. La festa? Confiniamo con la Campania, risentiamo dell’effetto lanciafiamme.

Perfetto un brindisi in giardino, con la fortuna di un giorno di sole e i nonni che abitano nella villetta adiacente e che quindi hanno potuto abbracciare Arianna con lo sguardo.

Tempi di minimalismo per questi ragazzi, i tanti che si laureano in questi giorni. Ma non è quel minimalismo ostentato da salotti milanesi degli anni ’90, fatto di bianco e nero, di piatti enormi e di porzioni invisibili. Questo è minimalismo verace che riscopre le torte fatte in casa, torte imperfette e piene di calore.

È la famiglia che partecipa alla laurea senza sobbarcarsi un viaggio della speranza verso Roma che sulla Pontina hanno già litigato tutti. È la mamma che legge una lettera alla figlia mentre l’altra figlia fa la ripresa video. Senza folla intorno, senza scompostezza, senza applausi che, a pensarci bene, erano invasivi e toglievano ogni intimità a un momento  così importante per la famiglia.

Arianna, come i tanti ragazzi che si laureano in questi giorni, che trovano la normalità in questi giorni, dimostra non solo che si può fare, ma anche che si fa e si è felici di farlo così.

“Si è visto da subito, da quando sei nata che eri una combattente”. Arianna combatte con una generazione intera per un’incognita difficile da interpretare. C’è stata la generazione della Guerra fredda, poi quella della caduta del Muro e quella dell’11 settembre. La generazione della Covid 19 ha di fronte una sfida senza immagini, come quella del fungo di Hiroshima o degli aerei che si schiantano sulle Torri gemelle, non ha un muro, un ostacolo fisico, eppure è costretta a stare ferma, inchiodata, con una limitazione temporale che ogni giorno si proroga. Che è strano da vivere per una generazione che è nata con la valigia in mano e l’impegno a studiare due, tre lingue per poter camminare nel mondo. Strano, non impossibile. Se hai vent’anni riesci a vedere che il mondo sta diventando pù bello.

 

Alla dottoressa Arianna Milone e ai genitori, Nicola Milone e Claudia Giorgi, vanno i migliori auguri della redazione di Fatto a Latina.