Adottato il laghetto di parco san Marco e in tanti adottano Latina. La rivoluzione in corso

Adottato il laghetto di parco san Marco e in tanti adottano Latina. La rivoluzione in corso

9 Aprile 2020 0 Di Lidano Grassucci

Il comune attraverso l’assessore Cristina Leggio fa sapere di un patto tra la città ed un cittadino, Valerio La Salvia, che adotta il laghetto del Parco San Marco. Si occuperà dei pesci e delle piante, è la 22esima adozione in città. E la cosa non vi parrà strana. Su queste colonne, modeste, sono giorni che racconto storie di “adozioni” dei problemi comuni: sono passato dalla narrazione di Emergenza cibo Latina, passando per il presidente di Federlazio Latina, Franco Sacchi che dona 30.000 euro al Santa Maria Goretti, ad una azienda metalmeccanica, la Metal Wartung che porta mascherine e abiti usa e getta al Goretti, oggi Enzo De Amicis mi segnala di aver donato 6 maschere integrali, per non dimenticare i dolci che due consigliere comunali di Sezze (Federica Fiorini e Marzia Di Pastina) hanno donato alle Rsa di quel comune, ci sono poi le 160 card fornite dalla Matteo Fabrizio Onlus, alla spesa collettiva di Sabotino 2.0, l’iniziativa di via Cicerone con la cesta delle disponibilità. E mi fermo qui per difetto, e perché alle mille e mille attività non le abbiamo registrate. La città, il suo hinterland si sono scoperti non come monadi, ma come comunità che si occupa degli altri. Una comunità generosa, capace di rischiare che scopre quanto conta avere un ospedale e quanto conta la gente che sta li a lavorare, a salvare. Una comunità che non si chiede cosa Latina fa per loro, ma fa per Latina. Una comunità bella, di gente che non si tira indietro, che mette mano. Che si ritrova.

Questo per chi ripete riti comunitari è niente, ma per chi fa politica, è una rivoluzione. Alla fine della prima guerra mondiale i soldati che rientravano non erano più persone isolate e ignoranti del mondo, ma ragazzi che avevano “fatto la storia”, avevano “imparato a leggere”, erano stato “eroi” per l‘Italia. E nulla fu come prima, cambio la politica, la vita sociale, i rapporti personali. La politica non lo capì e la cosa andò male, ma il cambiamento se si capisce fa crescere. Da domani questo mare di disponibilità non sarà silente, ma chiederà nuove partecipazioni, un nuovo protagonismo.