25 aprile è una festa di “parte”, partigiana e rivendico la mia parte socialista
23 Aprile 2020 1 Di Lidano GrassucciMi scuserete ma la festa del 25 aprile non è la festa di tutti, non è la festa della riconciliazione, di valori comuni. E’ il ricordo della mia parte che ha battuto, sconfitto, fascisti e nazisti. E’ la festa dei liberi, di quelli che non volevano il capo e si sono battuti per la libertà. Come? Con la guerra, con la dura guerra in ragione della guerra dei mostri della storia. Non è la festa dei pacifisti, perché la libertà ce la siamo conquistata con le armi, e se necessario la stessa strada prenderemo con le armi. I mostri si combattono con le armi. Dice, ma avete ucciso… certo per vincere i mostri e conquistare la libertà.
Poi, poi in questa parte di combattenti per la libertà c’era la mia parte, quella socialista delle brigate Matteotti, di Giustizia e Libertà che volevano, altre alla libertà, la giustizia e per questo siamo andato in montagna. Il 25 aprile è la festa della libertà, ma noi non ci siamo dimenticati dell’altro impegno… della giustizia e da allora ci battiamo per avere una società giusta, capace di superare il capitalismo
„Il socialismo mantiene la sua fondamentale ed essenziale natura di movimento anticapitalistico. Esso nasce come reazione umana e razionale nei confronti delle ingiustizie delle ineguaglianze che il nascente capitalismo industriale portava con sé. Le contraddizioni e le crisi della società capitalistica costituirono oggetto delle analisi, della critica penetrante, delle previsioni dei teorici socialisti. I mutamenti intervenuti dopo le due guerre mondiali, la modificazione della natura e delle manifestazioni del capitalismo non hanno mutato la ragione fondamentale della lotta socialista e cioè quella di provocare un superamento del capitalismo con il passaggio ad un ordine economico, sociale e politico più evoluto, che arricchisca le libertà dell’uomo, le sue condizioni di vita materiale e spirituale.“
Bettino Craxi (socialista), 1966 socialismo e realtà.
No non è la festa di tutti, è la festa di chi ama essere libero e per questo mette in gioco la vita. Questa è la nostra resistenza, la resistenza socialista quella che sognava il “vento del nord” per dirla alla Pietro Nenni (socialista) che avrebbe spazzato via il vecchio stato di cose borghese e corrotto, fascista dentro. La storia non è cosa gentile, non è un balletto di cigni che cantano, è lacrime e sangue e il nostro sangue è stato versato per la libertà.
Oggi siamo attenti alle cose presenti, oggi, eccezionalmente, abbiamo scelto di rinunciare a libertà anche minime ma questo non ci fa meno vigili verso chi auspica “padroni”, “capitani”, “guru” da seguire, esercito e guardie da mettere in strada. Attenti siamo ad ogni seppur lontano odore di quella “puzza” che hanno gli assassini di liberta
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA
Pietro Calamandrei (socialista), Giustizia e libertà
E chiudo citando da una frase che è l’anima e il mio animo in quello che penso e che siamo:
Noi siamo profondamente convinti che la giustizia sociale sia inseparabile da una democrazia vera, autentica.— Giuseppe Saragat (socialista)
Chiudo come Saragat chiudeva i suoi discorsi w l’Italia, w il socialismo
Nella foto comizio delle Brigate Matteotti
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Info sull'autore
Direttore di Fatto a Latina. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, Latina Quotidiano, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni. E' presidente dell' associazione "la scelta per Davide, Latina amica di Israele", presidente della giuria del Premio Camilla del Comune di Priverno. Portavoce del premio internazionale di fotografia Città di Latina


Grazie compagno per rivendicare orgogliosamente la storia e gli ideali del socialismo