Roccagorga, il mistero dell’uovo e l’orologio di Lubiana

Roccagorga, il mistero dell’uovo e l’orologio di Lubiana

15 Maggio 2020 0 Di Fatto a Latina

Ma come vanno le cose nel mondo? Non lo so perché è difficile capire se è nato prima l’uovo o la gallina, essendo un vecchio marxista materialista storico penso più alla frittata che alla genesi del l’uovo. Pubblichiamo, come abbiamo fatto con gli altri attori di questa storia (abbiamo ospitato l’intervento del sindaco di Roccagorga Nancy Piccaro, quella del segretario del Pd Francesco Scacchetti, quella del coordinatore provinciale di Forza Italia, Alessandro Calvi e quella del consigliere di minoranza Gianluca Frateschi) pubblichiamo la versione di Lubiana Restaini attenta alla cronologia di una indubbia crisi di una esperienza amministrativa. La maggioranza di Piccaro si è formata sommando antagonismo al governo di Carla Amici, il collante era l’avversario per alcuni, il riscatto da quella esperienza per altre. Mele, pere, cachì, e kiwi con cipolle, aglio per farne una indigeribile insalata. Perché ci si mette insieme per, non contro. Se fai la seconda ti troverai venti contrari dentro. Il resto è avvincente per narrazione, per fare di Roccagorga il teatro di una politica dove l’unica cosa che manca è la politica, del resto c’è tutto. Narrazioni importanti, peccato della assenza da tutto questo di Roccagorga che ora avrebbe bisogno di intelligenze attive per la sua ripresa e non di passivi rancori. Ecco la versione di Lubiana, a ritroso vi potete fare una idea della storia. A me? A me piace tanto Roccagorga che quando arrivavo da Sezze nei pomeriggi di primavera mi aspettava rumorosa, con la gente che faceva annanze e arete per la piazza.

So ditto tutto? Me manca caccosa, ma la dicemo n’atra dì (l.g.)

 

LA VERSIONE DI LUBIANA

Il primo cittadino di Roccagorga Nancy Puccaro, è ormai rimasta sola dopo essere stata abbandonata da Forza Italia e Lega, partiti che lo scorso anno hanno contribuito alla sua elezione. Le dimissioni prima di Maurizio Fusco della Lega, e quelle recentissime mie per Forza Italia, hanno evidenziato l’incapacità del Sindaco di mantenere unita la sua maggioranza. Come assessore al Cultura, alle Attività produttive, ai rapporti con gli Enti, allo Sviluppo economico e allo Sportello SUAP, durante il mio mandato ha continuamente evidenziato al sindaco imprecisioni, irregolarità nelle delibere, chiarimenti in merito ad attività dai contorni poco chiari, e questo atteggiamento non è mai stato digerito dalla Piccaro, in qualche modo offuscata dall’efficienza e dalla puntualità con cui le venivano sottoposte le questioni. Una situazione che è degenerata a tal punto da indurmi in data 8 maggio a mezzo pec a restituire tutte le deleghe assegnate, rassegnando le proprie dimissioni per l’impossibilità oggettiva all’esercizio democratico delle proprie funzioni di assessore. Il Sindaco Nancy Piccaro, appresa la notizia, diffonde un comunicato stampa in cui afferma di revocarmi il mandato senza però darne alcuna notifica  con atti ufficiali. Lunedì 11 maggio, rientrando a casa,  ho trovato una busta del Comune di Roccagorga, a lei indirizzata, fissata con nastro adesivo. Avendo ricevuto una serie di insulti e minacce sia via social che con manifesti pubblici oltre ad atti vandalici sulla mia autovettura e temendo per la mia incolumità e per quella dei miei familiari anziani provvedevo ad informare i carabinieri della locale stazione ed informando  il Prefetto di Latina di questa busta, lasciata alla mercè dei residenti e passanti di via  Tretola, per assistermi all’apertura della busta stessa.

Alle  20, 25 si presentava un vigile urbano il quale affermava di aver fissato lui la busta su ordine del responsabile del servizio, per notificare un atto amministrativo. Aperta la busta alla presenza di testimoni, la stessa conteneva la comunicazione di un atto notificato ai sensi. Purtroppo per il Sindaco  non avendo perfezionato la tempistica delle mie dimissioni e di conseguenza il suo atto di revoca doveva seguire un iter ben preciso, previsto dalle norme che lei ignora. Tutto ciò di fatto pregiudica l’efficacia del decreto  di nomina del nuovo assessore comunale esterno, la quale risulta essere presente già nella giunta comunale in cui si delibera, tra l’altro, il conferimento dell’incarico all’avvocato Giacomi Mignano per la verifica della situazione economica-patrimoniale e gestionale dell’azienda speciale VOLA, più volte sollecitato dalla sottoscritta. Pertanto le delibere di sabato 9 maggio riguardanti l’incarico all’avv. Mignano e la nomina del nuovo Assessore sono nulle in quanto il Sindaco non aveva, di fatto, ancora accettato le mie dimissioni e con la conseguente revoca delle deleghe, e riguardo l’incarico al professionista come previsto ora per legge l’incarico deve contenere il progetto di parcella dettagliato nell’importo complessivo e per le azioni da svolgere. Inoltre non vi è il parere contabile che ne attesta la copertura finanziaria. Mi dispiace sottolinearlo  ma il sindaco non conosce la macchina amministrativa e non sa cosa sia la politica intesa come arte della mediazione.

Lubiana Restaini