Quando la pandemia non cambia la vita

Quando la pandemia non cambia la vita

19 Maggio 2020 0 Di Glenda Castrucci

Mi piace pensare che nella vita le persone siano in grado di migliorare, che le brutte situazioni possano essere ribaltate, che un domani molto lontano, forse utopico, il nostro diventi un mondo di amore, rispetto ed uguaglianza.
Premesso ciò, resto comunque una persona fin troppo razionale, consapevole che cambiare è difficile se non impossibile, ma nonostante tutto spero.
Così, ho sperato che questa pandemia mutasse il modo di pensare della gente, la rendesse solidale, meno cattiva, più empatica. Ho sperato che la quarantena in casa venisse sfruttata per accrescere la cultura, leggere dei libri, guardare qualche film d’autore, o semplicemente colmare alcune lacune. Ho sperato che il dolore per la lontananza dai propri affetti si tramutasse in forza di combattere su un fronte comune per eliminare il nemico, e tornare di nuovo a vivere. Ed ho sperato anche, che qualcuno dedicasse un po’ del suo tempo a chi è stato preso, e non potrà mai più riabbracciare i propri cari. Chissà cosa si prova ad essere da soli, inermi, davanti la bestia, consapevoli di una carezza mancata. Io ci penso. Ho pregato affinché i giovani abbandonassero il menefreghismo e la boria, e che gli adulti togliessero la corazza che li rende invincibili e ricominciassero ad amare.
Vedevo foto di una Latina pulita, solitaria sì, privata dei cittadini, ma anche delle loro barbarie, ed ho immaginato come sarebbe stato bello se fosse stato sempre così. Non senza persone, ovvio, intendo vivere in una città di amore e di rispetto. Badate, ho detto
immaginato.

Poi c’è stata la prima ondata di riaperture, e così, insieme ai fiotti di gente riversate in strada, è riapparsa la brutalità. Il mare tanto desiderato e rivendicato, posto magnifico per rilassarsi e per meditare, è tornato ad essere il porcile di sempre, privato della sua poesia. Le notizie sul miglioramento del Globo in assenza di attività antropiche, che hanno destato scalpore in tutti, sono state buttate via nel dimenticatoio. Le precauzioni per sconfiggere il male, accantonate dai raggi del Sole. Il codice stradale, questo sconosciuto, e l’odio e le imprecazioni, beh, quelli ci son sempre stati. Le brutte abitudini sono dure a morire.
Vorrei dire di essere sorpresa dinanzi a cotanto regresso, ma sarebbe una bugia, me lo aspettavo. Così come ero cosciente che questa pandemia avrebbe cambiato in positivo sono alcune persone, ma la maggior parte sarebbe semplicemente peggiorata. E non è pessimismo, è oggettività.

Ci sono cose che non possono essere insegnate, né dalla famiglia, né dalla scuola, né da nessuno: alcuni valori si assumono vivendo. In una società dove siamo costantemente tutti contro tutti, come si può sperare di ottenere un progresso? Come si può educare a fare meglio se si è circondati da muri invalicabili? Sarebbe stato davvero un traguardo se questa brutta pagina della nostra storia fosse stata letta con le dovute accortezze, se i significati delle sue parole fossero stati colti nel senso giusto… il trionfo dell’umanità. Saremmo potuti diventare una meravigliosa comunità, un po’ stile commedia americana, dove tutti si aiutano, tutti si rispettano, tutti tengono pulita la città, dove c’è amore.
E invece, anche stavolta niente, sarà per la “prossima”!

In foto il mare di Latina nel pomeriggio del 1 gennaio.