Roberto Reginaldi denigra la Lega. E si avvilisce.

Roberto Reginaldi denigra la Lega. E si avvilisce.

1 Giugno 2020 0 Di Pupo Biondo

Dopo la rimozione da coordinatore, Roberto Reginaldi denigra la Lega. I bersagli? La Senatrice Bonfrisco, una consulente del Parlamento Europeo, la Lega del Lazio e della Provincia di Latina. L’ennesima rimozione è mal digerita dal Lionese.

Roberto Reginaldi denigra la Senatrice Bonfrisco

Rimosso da coordinatore della Lega con una nota del segretario Di Pinto del 4 maggio. Subito dopo Roberto Reginaldi denigra la Lega iniziando a pubblicare una serie di post in cui evidenzia alcune problematiche che sta affrontando la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco. Per inciso la stessa è stata sostenuta da Reginaldi durante le elezioni europee. E’ stata ospitata innumerevoli volte a casa del coordinatore rimosso con tanto di foto pubblicate sui propri profili. E’ stata ospite ufficiale durante la scorsa Sagra del Carciofo e presente alla cerimonia di intitolazione della cima Nardi, sempre accompagnata dal Coordinatore rimosso della Lega Setina. Le problematiche oggi evidenziate da Reginaldi sono antecedenti a tutti gli eventi ricordati. Presumibilmente la Senatrice non è riuscita a soddisfare qualche richiesta politica e immediatamente Reginaldi, come al solito, passa da riverente e ospitale padrone di casa a chiedere l’ergastolo.

Roberto Reginaldi denigra la Lega per la nomina di una professionista titolata.

Nei giorni seguenti è una escalation. Roberto Reginaldi denigra la Lega inveendo per la nomina  nella segreteria di un eurodeputato di una professionista titolata. Diversi i post che imbarazzano la lavoratrice rea di svolgere il proprio lavoro per cercare di drenare risorse e finanziamenti per il territorio pontino. L’ex coordinatore della Lega rilancia l’articolo di Latina Tu in tutti i gruppi. Da come agisce sembra che l’articolo sia per lui una manna dal cielo.

 

Reginaldi denigra la Lega

Sindrome Scajola. Con ferocia Reginaldi rilancia sui social l’articolo di Latina Tu del 18 maggio 2020

La ferocia di Reginaldi è ingiustificata visto che sono nomine di routine. Sarebbe stato più plausibile che a suo tempo avanzasse una candidatura titolata proveniente dal suo entourage. I nomi li avrebbe anche avuti all’interno della Lega: Orlando Quattrini, il fù candidato sindaco Arduini, Piccolo. O cercando di pescarli dall’esterno per ampliare i consensi. Se invece ha proposto altri per qualche incarico, l’eventuale rifiuto non giustifica comunque nessun attacco a chi sta lavorando.

L’invito a Salvini di verificare cosa succede nel Lazio

Tra i post che si alternano sulla Bonfrisco e sulla sindrome di Scajola che attanaglia la Lega Provinciale, tra i post che inneggiano a Fratelli D’Italia che cresce e Lega che decresce, ne piazza uno in cui chiede a Salvini di verificare cosa succeda nella Lega del Lazio. Critica il segretario regionale, attacca il segretario provinciale e persino un deputato che avrebbe amici poco raccomandabili.

In definitiva dal 4 maggio è tutto un bombardamento antilega. Nella giornata di ieri, forse avvilito dal primo articolo che racconta della sua rimozione da coordinatore, l’ennesima nella sua contraddittoria storia politica, cerca di compiere la solita inversione a 360 gradi con un doppio giro carpiato.

Condivide l’articolo del Fatto e al solito se la canta e se la sona

Reginaldi condivide l’articolo del Fatto sui propri profili social e cerca di raccontarla a modo suo, ovviamente premurandosi di impedire gli interventi dell’autore dell’articolo.

Indi racconta che tutta la Lega l’ha chiamato ma evita di spiegare perché allora è stato rimosso.
Cita che ha la stima di tutti i circoli della Lega però sulla pagina ufficiale di Roberto Reginaldi politico a distanza di 27 giorni non è apparso nessun post. E neanche ha tirato fuori lettere o telegrammi. Niente dice sulle defezioni di massa subite dalla Lega Setina. E neanche perchè sul suo profilo ha provveduto a sostituire il termine Lega con Lyon.

Come se niente fosse dimentica quello che ha scritto a Salvini e scrive che Zicchieri e Di Pinto sono suoi amici, che Durigon e Tripodi sono fratelli. Si presume che nessuno abbia più amici poco raccomandabili. Ma i deputati leghisti di Latina sono questi però. Semprechè non ci sia qualcuno che è deputato a sua insaputa.

La Lega tornerà indietro?

Difatti è il solito minestrone reginaldiano. E’ la storia che già con Reginaldi si è vissuta quando ha militato nell’Udeur di Mastella che sosteneva il governo Prodi e introdusse l’Euro. Sono le stesse tecniche che ha utilizzato quando si è candidato con il Movimento Democratico a supporto della candidatura a Sindaco di Titta Giorgi, onorevole dei Ds. Sono le stesse modalità adottate dentro l’Api di Rutelli quando ha sostenuto la candidatura a sindaco di Andrea Campoli del Partito Democratico. Il suo andrivieni è una routine. La Lega e i suoi organi provinciali sono ad un bivio: trovargli un incarico e tenerlo, passando sopra tutto e vivacchiare. Confermando che Sezze è marginale nell’orizzonte politico leghista. Troncare e investire su un gruppo dirigente di ragazzi carichi di ideali che possano crescere nei prossimi decenni. Nel primo caso il problema verrà dilazionato nel tempo, nel secondo si risolve subito e si effettua un investimento. E l’ex di tutti tornerà a cercare un posto al sole da Polidoro, il ras di quell’Udeur di cui Reginaldi era coordinatore. I capricci della politica reginaldiana.

Ps per tutte le persone citate che ritengono di rettificare il numero resta lo stesso: 338 3378200 e l’email della redazione. La disponibilità del sottoscritto per lo streaming resta intatta. Parimenti per il dibattito aperto in presenza e allargato all’entourage.