La famiglia Giannini e la mia insegna nel museo

La famiglia Giannini e la mia insegna nel museo

28 Giugno 2020 2 Di Emilio Andreoli

A Latina ci sono piccole grandi storie, tante famiglie che hanno contribuito al tessuto sociale ed economico di questa giovane città. Il 30 giugno prossimo arriveremo a ottantotto anni dalla fondazione. Una data che non tutti conoscono, perché in genere si festeggia l’inaugurazione che avviene ogni 18 dicembre. Non nominerò queste famiglie, perché potrei rischiare di dimenticarne qualcuna. Però ce n’è una che ha raccolto molte di queste storie e le ha messe a disposizione nel loro museo. Il museo si chiama MUG, ed è della famiglia Giannini di cui vi sto per narrare.

 

Carlo e Luigi Ferdinando Giannini sono gli artefici di questo splendido museo, il MUG. Rispettivamente papà e figlio, molto diversi caratterialmente, come accade spesso tra padre e figlio, ma accumunati dalla stessa passione: oggetti tecnologici e meccanici d’epoca, del secolo scorso.

Carlo, classe 1934,  è nato a Velletri. Purtroppo rimane orfano sin da bambino, fortuna che ha una zia che lo prende a vivere con se. Nel 1947 si trasferisce a Latina insieme a un suo cugino più grande, che ha aperto l’officina OSEPIL nella via che diventerà via Fratelli Bandiera. Il ragazzino dimostra di avere grandi qualità e dopo circa dodici anni, nel 1959, si trasferisce in Sudafrica a Johannesburg, dove nasceranno i suoi due figli, Luigi e Linda. Lì viene assunto dalla ISO Company, una società che ha diverse officine di riparazione moto, e dove ha la possibilità di lavorare sia nelle parti meccaniche che elettriche.

Insegna originale dell’officina di Carlo Giannini

Dopo questa importante esperienza torna a Latina nel 1965 e apre una attività tutta sua, di fronte il distretto militare, e la chiama “Elettrauto Star”. Comincia così a collezionare oggetti d’epoca. Ricordo che quando ci passavo davanti, restavo meravigliato per l’ordine che regnava in quell’officina. In fondo alla parete aveva, appesa, una collezione di fucili incredibile.

Carlo fa tanti sacrifici per quegli oggetti, rinuncia anche alle vacanze pur di acquistarli. Il suo colpo migliore è nel 1982 con l’acquisto di un’auto, una Fiat 1500 decapottabile, ma non è una macchina qualunque, è la macchina che la Fiat aveva costruito per Benito Mussolini, negli anni trenta, che poi regalò al figlio. Una macchina stupenda con la quale Carlo comincia a girare tutta Italia, vincendo centinaia di premi e di coppe.

La Fiat 1500 decapottabile costruita per Benito Mussolini

Il figlio Luigi, nasce a Johannesburg il 23 settembre del 1959. Dopo la maturità scientifica nel 1978 all’istituto G.B. Grassi di Latina, si laurea in Economia e Commercio presso “La SapienzaUniversità di Roma. Oltre a essere docente di scuola secondaria, ha ricoperto diverse cariche, tra cui: presidente nazionale della ASPPI (Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari), consiglio del direttivo del Campus Internazionale di Musica ed stato segretario generale della Fondazione Roffredo Caetani. Insomma una persona di grande cultura.

 

Ed è proprio a Luigi che viene l’idea di fondare un museo nel centro della città, nei locali dell’ex tipografia Ferrazza di via Oberdan, raccogliendo tutto il materiale del papà acquisito negli anni. E il 30 giugno 2018 nasce il MUG museo Giannini. Un museo bellissimo a disposizione di tutti i cittadini di Latina, dove possono scoprire o riscoprire la storia della città.

Fiat 600 del 1959, ultimo gioiellino di Carlo Giannini

Incontro Carlo, ultraottantenne, mentre sta sistemando il suo ultimo gioiellino, una Fiat 600 celestina del

  1. è felice come un bimbo con un barattolo di Nutella tra le mani. Carlo è un uomo geniale, instancabile, sempre alla ricerca della perfezione. Lo guardo con ammirazione, le sue mani sono ferme e decise, mentre sistema la tappezzeria. Mi parla, ma continua a lavorare imperterrito:

Conoscevo bene tuo padre, ogni tanto mi veniva a trovare in officina. Un giorno è venuto a ora di pranzo e siamo andati di fronte, dove ci sono i giardini dell’ex Campo Profughi. Ci siamo mangiati pane e mortadella e abbiamo chiacchierato a lungo. Avevamo la stessa età e stessi interessi, in fondo venivamo entrambi dalla povertà, tutti e due senza aver avuto la possibilità di studiare, ma con la stessa voglia di riscatto e ce l’abbiamo fatta.”

Quando mi parlano di mio padre mi emoziono sempre e Carlo lo ha capito, perché uomo di mondo. Per un attimo si è fermato e mi ha invitato a scoprire un’altra auto lì accanto. Un altro gioiellino, una Fiat 850 beige, identica a quella che aveva mio nonno… e mi sono venuti i brividi.

 

La mia insegna nel museo

Quando Luigi Giannini mi ha chiamato a metà febbraio per dirmi, sapendo che da lì a poco avrei chiuso l’attività, se volessi donare l’insegna del mio negozio per metterla nel museo, ho pensato fosse uno scherzo. Poi il giorno dopo me lo sono visto arrivare in negozio, a quel punto ho capito che faceva sul serio. E come dire di no e non sentirsi orgogliosi per una richiesta così prestigiosa? Ma oltre l’insegna abbiamo deciso di donare al museo anche diverse parti dell’arredamento, che erano state realizzate su progetto di uno dei più bravi designer di Latina degli anni settanta, Tonino D’Erme.

Carlo Giannini, mentre revisiona l’insegna Andreoli, per installarla all’interno del museo MUG

Ora la mia insegna è lì che aspetta solo di essere accesa, e questo avverrà martedì 30 giugno alle 18.  Per chi volesse brindare con me e la mia famiglia è il benvenuto. Così potrete conoscere questo bellissimo museo che racconta il secolo scorso e la nostra città. Comunque per quel giorno rimarrà aperto nei seguenti orari 9:30/13:00 e 16:00/20:00 con ingresso gratuito. Per l’occasione il museo è stato interamente sanificato e manterremo le distanze dovute.

Di una cosa non garantisco, di un mio eventuale discorso, perché non so se riuscirò placeta parlare per l’emozione, già immagino il groppo in gola. Mi sento molto a più agio con una penna tra le mani, piuttosto che con un microfono, questo è certo.

Ringrazio Mauro Corbi che ha preparato, per l’evento, un bellissimo ed emozionante video sulla fondazione della città.