Al mare co le “guardie”/ Marina di Latina : I vopos c’erano, mancavano solo le scalette (Facilepenna)

Al mare co le “guardie”/ Marina di Latina : I vopos c’erano, mancavano solo le scalette (Facilepenna)

29 Giugno 2020 0 Di Fatto a Latina

Domenica scorsa l’avrei voluta santificare al Dio-Calcio ritrovato dopo la sosta Covid19. Era mia precisa intenzione passare il pomeriggio davanti al televisore a seguire gli uomini in mutande che corrono dietro un pallone, con la scusa che il mare domenicale, affollato e chiassoso, è per me gradevole come un comizio a reti unificate del Ministro ( non è errore, sono all’antica dal punto di vista lessicale) Azzolina. Purtroppo (o per fortuna, vista l’ennesimo patatrac della mia squadra del cuore) la partita in questione è stata trasmessa sulla piattaforma DAZN. Facendo io parte dei “resistenti dei diritti TV”, ovvero quelli che avendo pagato già l’abbonamento a Sky non vogliono cedere al ricatto
della tassa ulteriore al sistema televisivo (non bastano le lusinghe estetiche della Leotta), ho optato per il pomeriggio marino per la gioia della mia signora, cui non può fregar di meno del calcio ne delle forme dilettose. Arrivati alla rotonda di Capo Portiere, da bravi ed irreprensibili cittadini, abbiamo cercato di adempiere immediatamente al nostro dovere pagando l’obolo alle casse comunali per il parcheggio (nonostante il vociare di un gruppo di ragazzi lungo la strada sconsigliasse all’italica maniera l’esborso ad un loro amico auto-munito “ A Fra , ma guarda che er cosetto sur
parabrezza non ce l’ha nessuno eh?). Io e la mia signora invece er cosetto sur parabrezza volevamo metterlo e ci siamo rivolti ad un ausiliario del traffico che si parava al bordo della strada, con tanto di divisa ed occhiale da sole tattico. L’ausiliario però nemmeno ci ha fatto parlare ed occhi sul telefono cellulare ci ha indicato col braccio di proseguire “al parchimetro, più avanti !” .Cribbio, sembrava la scena di uno di quei film commedia degli anni Ottanta in cui il protagonista entra in un museo e si trova di fronte al custode che senza staccare gli occhi dal giornale indica una direzione ed in romanesco dice “ A mostra de Botero più avanti su a destra!”; probabilmente l’esattore umano aveva finito i tagliandi e noi, sempre ligi e sempre tesi, abbiamo eseguito l’ordine elargendo le monete alla macchina esattrice. Pagato il dazio e trovato posto all’autovettura il più sembrava fatto, invece mi sono trovato di fronte ad una sorpresa amara.
La scaletta in legno per l’accesso in spiaggia era inagibile. Anzi era proprio sbarrato l’accesso alla stessa con tanto di nastro rosso e cartello di divieto. Mentre un po’ spazientito mi accingevo a tornare indietro per poter utilizzare un altro varco, venivo placcato dalla mia gentile consorte “ che fai? Guarda che, tranne la prima o la seconda, le scalette sono tutte inagibili. Credo che per qualche motivo che non conosco, non sia stata fatta in tempo la manutenzione, l’ho letto sul giornale qualche giorno fa). L’infastidimento si stava per trasformare in solenne “incazzatura” ma siccome sono un bravo e civile cittadino, ho fatto di necessità virtù e, stando attento a non deturpare la duna, sono riuscito ad arrivare in
spiaggia attraverso una tortuosa gincana che mi ha costretto ad allungare di molto il percorso per trovare un accesso valido. L’arrivo sulla battigia è stato però dolcissimo perché, malgrado fatica ed incazzatura, mi ha concesso di vedere una figura mitologico-politica che è stata in questi giorni in cima ai miei pensieri.
Camminavano infatti sulla spiaggia tre ragazzi vestiti di pantaloncini blu e maglietta bianca con su scritto “ safety & security ; traduco per il direttore di questa testata che si è dichiarato incompetente in lingua anglosassone:“ Salute e Sicurezza” (è una mia libera interpretazione perché sono sinonimi ed in italiano si dovrebbero tradurre entrambi con la sola parola sicurezza).
In realtà si trattava di quelli conosciuti come assistenti civici, ovvero volontari cui il Comune ha dato il compito di controllare nei luoghi ad alta affluenza pubblica, il rispetto delle norme di distanziamento sociale anti-Covid. Sono quelli che io ho chiamato “Vopos”, come i poliziotti che, nella DDR, controllavano che i Berlinesi dell’Est rispettassero le disposizioni del regime comunista morente e soprattutto non valicassero il muro per fuggire all’Ovest. Era ovviamente una provocazione per sottolineare la mia contrarietà a scelte politiche che vedono i cittadini come bambini discoli da controllare e redarguire se non seguono le buone norme civili (per come la vedo io,in democrazia ci sono leggi da rispettare. Se uno non le rispetta bastano ed avanzano le forze dell’ordine). Devo dire che effettivamente i “Vopos de noantri” (cui personalmente va il mio rispetto perché trattasi di volontari) non sembravano proprio dei truci agenti della Stasi. Passeggiavano lentamente ed ogni tanto in lontananza facevano ad alcuni qualche gesto educato (tipo le mani
che si allargavano e si avvicinavano o la mano sulla bocca a mò di mascherina) tra la sorpresa e l’indifferenza dei più (Ma che ce l’hanno co noi? Chi so? I bagnini?), per poi proseguire nella “perlustrazione civile”.
Ora, cari amministratori Honecker e Mielke (scherzo eh?), fermo restando che anche in questa occasione non mi pare di aver visto masse di cittadini particolarmente assembranti o indisciplinati, mi chiedo e vi chiedo, ha senso prevedere il controllo della sicurezza anti-contagio in spiaggia (tra l’altro tutto da dimostrare che il mare possa essere luogo di diffusione del virus) con i Vopos (ari-scherzo eh?) quando non si garantisce la sicurezza adeguata dell’accesso al
mare con scalette agibili? Non sono un medico ne un virologo, ma a occhio e croce nell’andare al mare a Latina si rischia più di beccarsi un chiodo arrugginito in un calcagno o la slogatura di una caviglia che di essere infettati dal Covid19.
Davide Facile Penna