Elezioni Terracina e Fondi guardando Latina: la lezione della Firenze di guelfi e ghibellini

Elezioni Terracina e Fondi guardando Latina: la lezione della Firenze di guelfi e ghibellini

6 Luglio 2020 0 Di Lidano Grassucci

A Fondi e Terracina ci saranno elezioni a settembre. Non sono città marginali, anzi… Fondi è il cuore agricolo della provincia con quel gigante che chiamiamo Mof (uno, se non il, mercato ortofrutticolo più grande d’Europa), Terracina è la capitale del turismo balneare, è città di confine aperta, città di antica cultura, anima papalina che dialoga con Napoli, che sta nella storia repubblicana. Città dove pregavano, ma dove hanno amato Felice Cavallotti.

Sono città che hanno segnato la storia della sinistra pontina: Pietro Ingrao è di Lenola, e tralascio De Santis e Libero de Libero o Purificato. Mica prosperi, non sono città banali, agglomerati di case.

Ma li oggi la destra è così dentro quelle comunità che si permette di dividersi, di pensare al derby come fosse il campionato.

I protagonisti si chiamano Fazzone, Procaccini, Zicchieri figli di un centro destra che si articola ma che resta, con le sfumature dovute, un monolite sociale, anzi pare tutta la società e chi esce dagli schemi, come Gianfranco Sciscione lo fa in autonomia.

I sistema che hanno solo una parte sono, a lungo, destinati ad implodere ma non possiamo attribuire la responsabilità di questo a chi è in campo.

Va ripresa una presenza sociale e culturale, va avviata una ricucitura argomentativa, di prospettiva. La provincia di Latina non è “monocefala”, Latina è un niente turistico, un qualche cosa industriale, un nano commerciale e si sta impoverendo dal punto di vista amministrativo. Un percorso di depotenziamento di Latina che sta tutto in capo alla destra che Latina ha governato negli ultimi 30 anni. E sul filone di Latina chiusa tra Borgo Faiti e il mare e tra borgo Grappa e il Sabotino ha continuato Damiano Coletta. Coletta che invece di parlare con il sindaco di Sezze, quello di Aprilia, il collega di Bassiano, di Pontinia parlava con Cerveteri…

Se la destra resterà “sola” a Fondi e Terracina, sarà esclusiva a Latina, feroce ad Aprilia e… questa battaglia, quella di settembre, è non questione locale ma di tutta la provincia. Da piccoli eravamo o della Juve, o dell‘Inter o del Milan perchè quelle vincevano, quelle competevano le altre semplicemente non c’erano.

La stagione dei civici (Aprilia, Latina, Sabaudia, Formia) rischia, con l’eccezione di Aprilia, di passare come stagione di impreparazione, di allenamento per una destra che non ha alternative. Invece in quel voto c’è una dialettica possibile, una competizione probabile.

Che fare? Cercare di fare rete, recuperare il profondo di una cultura “antagonista” che sta nella storia della politica provinciale e che oggi è dimenticata o ci pare leggenda. La provincia di Latina ha avuto, è stata forgiata, dalla sinistra contadina e operaia, oggi quei gruppi sociali scelgono altro e non sono memoria per i loro figli che sono diventati classe media.

Un dramma sociale e politico, perchè una Firenze con solo i guelfi non è Firenze, con solo i ghibellini neanche… Ma se i ghibellini non ci sono ci saranno guelfi bianchi e guelfi neri, come a Fondi e Terracina.

PS: a Latina non c’è una strada dedicata a Giuseppe De Santis a Pietro Ingrao….