Edinson Cavani al Frosinone calcio e a Latina disprezzavamo i ciociari (Davide Facilepenna)

Edinson Cavani al Frosinone calcio e a Latina disprezzavamo i ciociari (Davide Facilepenna)

7 Luglio 2020 0 Di Fatto a Latina

Nel 1976, uno dei più grandi cantautori italiani della storia , Rino Gaetano, cantava : “mio fratello è figlio  unico perché è convinto che Chinaglia non possa passare al Frosinone”. Era ovviamente una presa per i fondelli per tutti quelli, tra i tifosi di squadre delle serie minori ,che credevano, ingenuamente, che uno dei campioni di calcio più importanti degli anni settanta, potesse andare a giocare per loro squadra del cuore a fine carriera.

Fosse ancora vivo il ragazzo originario di Crotone, ma romano d’adozione, quei versi non li potrebbe più scrivere per “perculare” i tifosi canarini, urlando che suo fratello è figlio unico perché è convinto che Cavani non possa passare al Frosinone. Proprio Edinson Cavani, uno dei più forti attaccanti dell’ultimo decennio appena svincolatosi dal ParisSaintGermain (mi perdoneranno i tifosi per il parallelo tra i due atleti ma non me ne veniva uno più calzante).

Oggi per assurdo, sarebbe invece, teoricamente possibile, perché il Frosinone Calcio è ormai, da almeno un decennio, una realtà stabile del calcio professionistico; esiste anche la concreta possibilità che la squadra gialloblu, a San Silverio piacendo, possa tornare per le terza volta in cinque anni nella massima serie.

Senza contare che la società ciociara è una delle poche realtà calcistiche italiane a possedere un stadio di proprietà, il Benito Stirpe.

La squadra del nostro capoluogo invece, il Latina Calcio 1932, langue in serie D e di stadio nuovo non se ne parlerà per molto tempo. Pensare che da ragazzo di paese, sermonetano, sentivo i miei colleghi di scuola al Liceo “Dante Alighieri” che abitavano al centro di Latina , parlare con disprezzo dei “ciociari” oltre che dei “burini sezzesi”, il cui onore è ampiamente difeso dal Direttore di questa testata. La storia invece è andata in direzione totalmente diversa per le due città ( ma a favore dei cugini).

Frosinone, che non è propriamente Zurigo e che non mi risulta abbia mai avuto Winston Churchill o Roosevelt tra i propri politici, è diventata città moderna e comunità viva, Latina no. Frosinone si è trovata l’autostrada mentre a Latina si discute ancora della Roma-Latina che, lo dico, temo non vedremo mai. A Frosinone e Cassino l’alta velocità, a Latina aspettiamo ancora che venga aperto il nuovo sotto-passo alla Stazione Latina Scalo-Sermoneta. A Latina chiudono imprese a fabbriche ogni giorno, a Frosinone hanno Decatlhon ( farà schifo ai ricchi e raffinati intellettuali anti-capitalisti ma lo ricordo, sono centinaia se non migliaia di posti di lavoro tra diretti ed indotto). Il Tribunale di Latina è per tempistica ed efficienza in fondo alle liste del Ministero della Giustizia, quello di Cassino si è pure permesso di prendere la competenza sul basso Lazio.

Perchè? Perchè una città che potenzialmente avrebbe tutto per sopravanzare la città rivale in Regione si trova in una situazione di così forte ritardo?

Potremmo chiederlo agli amministratori di questa città che, sicuramente, saprebbero darci delle pronte giustificazioni, tutte validissime. Come per le scalette dissestate al mare (colpa dell’emergenza Covid19) o per i cumuli di spazzatura ( colpa dell’impianto della Rida ad Aprilia) o per le strade crivellate di buche e l’erba alta (bilancio dissestato eredità del passato). Per carità, tutte giustificazioni validissime, come, in verità, quelle di chi ha preceduto gli attuali amministratori. Prima, quando c’erano gli altri, l’emergenza si chiamava “patto di stabilità” “crisi dei mutui subprime” o qualcosa di sicuramente esaustivo per spiegare al cittadino ingrato quello che non andava.

Quelli di prima erano, secondo gli avversari, brutti sporchi cattivi rozzi e fascisti , quelli di adesso, secondo loro stessi, buoni solidali aperti progressisti e colti. Cambiano i protagonisti ma le giustificazioni rimangono. Ecco il problema di Latina, l’eccesso di giustificazioni valide. Se non ci fossero, bisognerebbe ammettere un fatto banale ma troppo brutto per dirselo ; che in questa città ha fallito tutta la classe dirigente. Ha fallito la destra di governo e la sinistra d’opposizione.

Hanno fallito i civici. Hanno fallito i rozzi ed i colti. Hanno fallito i corpi intermedi e gli imprenditori. Hanno fallito i professionisti e gli ordini professionali.

Lo specchio di quello che dico? Unico fatto di rilevo nazionale che ci ha riguardato la città (eccetto i brevi ed effimeri successi della squadra di calcio in serie B tra il 2013 ed il 2016 e l’ottima Latina TopVolley) ? La “gazzarra” fuori dal tempo e dalla realtà tra post ed anti-qualcosa per l’intitolazione dei giardinetti pubblici a Falcone e Borsellino. Tutto qua.

PS Cari amici ciociari, in serie A magari ci tornerete (ve lo auguro) ma Cavani non lo avrete mai, a limite Cristiano Ronaldo tra due anni!

Davide FacilePenna