Carturan? Il teatro di lasciare, il fatto di restare. E’ farsa e non vita

Carturan? Il teatro di lasciare, il fatto di restare. E’ farsa e non vita

22 Luglio 2020 0 Di Elisa Giorgi

Partiamo dalla domanda delle domande: il Sindaco Caturan s’è dimesso? No! Nonostante qualcuno già stia facendo il countdown dei 20 giorni, il Sindaco non si è dimesso. Né, a giudizio della sottoscritta, lo farà. Lo dico per esperienza storica: l’ultima volta che ha fatto un annuncio simile era il 2014 e aveva perso le elezioni. Dimissioni e addio alla politica in provincia-visione. E’ poi rimasto a fare il consigliere fino alla fine. Tornando addirittura a fare il Sindaco. Insomma nessun atto ufficiale di dimissioni da parte sua né da parte dell’Assessore Gildo Di Candilo, che nonostante lo show dell’altroi giorno a oggi non ha protocollato nulla.

Perciò Cisterna ha ancora un sindaco ed un assessore al bilancio, malgrado la maratona consiliare di ieri abbia dato conferma, pure ai più scettici e disattenti, che un problema questa amministrazione ce l’ha. Anzi più di uno. E su questa prima parte col direttore Lidano Grassucci ci siamo trovati d’accordo nel confronto avuto stamattina sulle sorte cisternesi. Ma poi lui romanza di riscatto cispadano. Una storia che ci sta ma che, appunto, è storia e non avvenire. Oggi se dici avvenire nel comune di Cisterna pensano alle prossime elezioni, mica alla prossima città. Ieri, contrariamente al solito, il sindaco è stato presente durante tutti i lavori, forse la seduta più lunga di sempre. E il motivo è presto detto: non aveva fiducia nei numeri della sua maggioranza. E se per porre rimedio agli errori tempistici del bilancio è giunta provvidenziale la nota del Prefetto a dare 20 giorni di respiro in più, per il punto più controverso posto alla fine dell’odg- quello delle “Ex Manifatture del Circeo” – la sorte sembrava segnata. E mentre gli interventi scorrevano il Sindaco contava i presenti e scremava i favorevoli sicuri. Con la Lega che da settimane lascia intendere di non essere a favore, con qualche consigliere che spaventato è scappato proprio all’ultimo minuto. E allora il colpo di teatro, il voler polarizzare ancora il dibattito scagliandosi contro l’opposizione a voler riprodurre quanto già visto in campagna elettorale. La stoccata al Presidente del Consiglio, l’uscita furiosa e l’“annunciazione-annunciazione” delle dimissioni. Il tutto per distogliere l’attenzione da una questione talmente semplice da essere banale: la maggioranza non aveva i numeri. E piuttosto che far calare il sipario su questa unica forma di amministrazione che gli rimane, il sindaco ha preferito chiudere a modo suo e salvare il salvabile. Dicesi attaccamento alla poltrona, altro che dimissioni. Ma in fondo questa, la poltrona, è pure l’unica cosa che condivide con tutta la sua maggioranza. Le figuracce ne sono la prova.