Il mare di Latina senza l’ansia di Sabaudia e Terracina

Il mare di Latina senza l’ansia di Sabaudia e Terracina

22 Luglio 2020 0 Di Lidano Grassucci
Appena scrivi di Sabaudia o Ninfa, per tacer di Ponza tutti hanno brama. Tutti si sentono parte. Eppure quanta confusione c’è lì. Anche Terracina fa chic, non parliamo di Sperlonga.
Tutti ci sentiamo in quei posti come dentro un film a colori, come tra quelli che contano: attori protagonisti.
Ma c’è anche un mondo discreto di cicale, un mondo che è secco d’estate a umido quando è tempo suo. Il mare di Latina da Capoportiere a Rio Martino ha una discrezione unica, come Fogliano e il suo giardino esotico come era la sponda del Po di Salgari ai mari del sud.
Roba senza clamore, non ci vedi il vip che si fa guardare, ma le persone sole davanti al mare. I baci qui sono discreti, i bambini fanno ancora buche e le riempiono di sogni davanti al mare. Qui passeggiano signori con passo forte, quelli che non hanno da mostrare perché sanno dove stanno e restano come sono.
Il mare di Latina è urbano, è antiesotico, è così discreto che puoi stare in ammollo e non nuotare, non è mare di fatica è a un tiro di schioppo dal rumore e rumore non fa. Davanti il mare, dietro la duna, poi il lago, poi il giardino poi… non poi ma dentro le vite che si fermano a considerare il mare. Discorsi come i versi di Pierangelo Bertoli.
Mare di incontri e discorsi fitti
 Salutami tua madre
Dai un abbraccio a tua sorella
Chissà come sarà grande e signorina
E lo so sarà bellissima
Come son le nostre donne
Sanno vivere con forza che trascina
Il mare di Latina non è un film in bianco e nero alla tv, è un film da diva del muto, da sobrietà della gente che scopre il mare ma non è del mare. Senza porti, senza sbarchi se non dal monte. Il mare di Latina è uno stop di pensieri, giocano a pallone, scivolano su onde tenui e la duna non si annoia mai, qui non vengono a cercare, non vengono a altro fare. Qui si viene un poco al mare