Il mio strano appuntamento con Sant’Anna, in ricordo del padre

Il mio strano appuntamento con Sant’Anna, in ricordo del padre

8 Agosto 2020 0 Di Lidano Grassucci

Questo è un racconto intimo, forse serve più a chi scrive che a chi legge, ed abuso della vostra pazienza. Ma ormai è come se qui avessi un appuntamento con le mie storie ma che stanno nei sentimenti di tutti, nessuno escluso, quindi quello che narrerò a condizioni diverse sarà capitato anche a voi. E’ cronaca collettiva, cronaca mia.

Un oggi di tanto tempo fa nasceva mio padre, nascere con questo caldo ci vuole coraggio, tanto.

Parti con l’afa, parti con le terre aride e la vita che viene da lì in poi ha sempre avuto sete.

Capito, per le circostanze della vita, dove è riposta una reliquia della mia vita, una donna con un bimbo in effige affissa sul muro.

Consulto la mia esperta di santi, preghiere e storie della mia gente e madre tanto madre, Filomena Danieli, che mi spiega la stampa ingenua che sta dentro un rombo in una vetrata ovale.

Stava sopra la testiera del letto di mia nonna, che quell‘8 agosto di tanto tempo fa era presente, non ricapitò mai più e papà rimase figlio unico.

Sant’Anna è madre di ogni madre, perchè è la madre di Maria e nella figura c’è l’amore all’amore. Una dolcezza infinita, quella stampa è quella che ho visto io nipote ma prima di me mio padre, come a fare di generazione in generazione un filo rosso, lungo e di poche cose. Non so come è venuto oggi a trovarmi questa figura, oggi che non ci volevo pensare. Certo non ho nulla da rivendicare, lui se ne è andato dopo aver vissuto e non era tipo da lamentarsi contro la sorte, sarà che nascere con l’afa è già una sorte e ci ha fatto i conti da bambino, ed io non sono da meno seppur sono di aprile.

La stampa è lì, così ingenua da essere bellissima, ed io che la guardo penso forte che “l’abbiamo” guardata, che per qualche tempo eguale è stata conforto e casa, è stata porto sicuro in cui pensare, sperare, ardire. Ogni uomo fatto è stato bambino da fare, anche gli orchi. Ogni uomo cattivo è stato bimbo che poteva essere buono, ogni uomo probo ha fatto i capricci.

In questo giorno, io non ricordo mai i compleanni, gli anniversari. Ma vi assicuro mi sentivo come se… come se ci fosse qualche cosa, poi quella santa madre di ogni madre e ho sentito una cosa di mistero, un richiamo: “Ma il mio mistero è chiuso in me Il nome mio nessun saprà” .

Non lo so, poi mi sono riconciliato con questa cosa che chiamiamo vita ed ho sentito che riemergere la vita mia per il testimone che ho raccolto da vita sua.

Sotto quella immagine ho dormito sicuro per anni, sotto quella immagine ha dormito sicuro per anni anche papà. Poi uomini fatti siamo bestemmiatori erranti, poi siamo blasfemi ai sentimenti, resta che siamo figli noi di un ovale dentro un rombo in cui anche la madre, di cui ebbe bisogno perfino Dio, era figlia di madre. Come io figlio di lui e lui… lunga linea fino a dove non oso neanche pensare e tutto dentro.

Insomma io e mio padre mio, due bimbi a vedere dall’oblò l’amore e la bellezza che siamo andati cercando.

Strane cose che la ragione non spiega, ma gli appuntamenti si, spiegano le cose.

Oggi mi è venuto a trovare un ricordo e, confesso, ne sono sconvolto ma non mi sento solo.