Cisterna di Latina o Latina di Cisterna, l’imperialismo povero di un mancato capoluogo

Cisterna di Latina o Latina di Cisterna, l’imperialismo povero di un mancato capoluogo

11 Agosto 2020 0 Di Lidano Grassucci

D’estate ti accorgi dei paradossi più che quando rinfresca. Sarà che da settembre siamo indaffarati negli impicci quotidiani, ma? Ma perchè Cisterna di Latina se Cisterna era prima di Latina, se Latina era Cisterna fino a Borgo San Michele. Come se l’impero britannico fosse stato definito impero delle indie. Come se denominassimo la Nuova Zelanda la vecchia Zelanda e vecchia la nuova, insomma capoculo.

Latina di Cisterna in questi anni è nei fatti: Cisterna ha la squadra di pallavolo di serie A, ex Latina, ha come sindaco un cispadano di Latina come Mauro Carturan. Sta più avanti, era partita prima e si capisce. Cisterna era la città dei signori del piano, i butteri, Latina non li ha mai avuti perché non c’era.

Personalmente preferisco che diventi, Latina, comune di Bassiano, Memmo Guidi è sì un poco bugiardo ma è lesto come una Ferrari davanti ad un monopattino e il monopattino sono gli amministratori (si fa per dire) di Latina.

Quella definizione che attribuisce all’imperialismo di Latina la città di Cisterna è effimera come l’Etiopia italiana, presa nel ’36 e abbandonata nel ’41 da un impero straccione.

Latina, del resto, è un poco asociale e non ha mai dialogato con alcuno, non è una capitale (che è generosa o non è capitale), ma un agglomerato casuale di case, più o meno ordinate. Sezze, non vuole la definizione romano, per orgoglio (ma vuoi mettere Roma con Latina?). Siamo ad un giocatore di basket che fa dire ad un hobbit che lui è più alto e pure più figo.

Se fossi Carturan, che è il sindaco più lirico che c’è (ogni sua mossa è un dramma, ma dramma falso, e non muore mai nessuno come nell’opera lirica) convocherei il consiglio comunale di Cisterna sulla questione e aprirei il discorso così:

Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo e assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata e uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell’umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione.

Una roba alla Thomas Jefferson e Maurotto nelle vesti di capopopolo ci sta come il cacio sui maccheroni. Almeno usciremmo da questa mediocrità che inquieta.

Ps: il testo è tratto dalla dichiarazione di indipendenza americana