I bimbi torneranno a scuola anche nella repubblica delle chiacchiere a stocco
22 Agosto 2020Bisogna dirla grossa altrimenti non hai like, e senza like pare brutto. Mai, dico mai, come questa estate il Paese si è interessato di scuole. Mai come questa estate la scuola è diventata da cosa “normale” in “missione impossibile”. Abbiamo scoperto, visto che da 10 anni che non vinciamo una competizione internazionale, che gli espertoni di calcio sono diventati virologi sopraffini. Ma non solo… siamo tutti risk manager espertissimi in banchi e merendine.
C’è quello che per dirla grossa assicura che “moriremo tutti” e l’altro, per fare effetto, assicuro è solo uno scherzo della natura, un raffredore, Due imbecillità in un ragionamento solo che non è informare ma sentirsi intelligenti.
Il covid è un tragedia, ma anche nelle tragedie si deve mangiare:
Se quest’acqua di lago fosse acqua di mare
Quanti pesci potrei cucinare stasera
Anche un cuoco può essere utile in una bufera
Anche in mezzo a un naufragio si deve mangiare
Francesco De Gregori, il cuoco di Salò
E dalle tragedie ci si deve rialzare. La scuola, poi, non è “varie ed eventuali” sull’ordine del giorno della vita, è la vita stessa. La fa la micia ai micetti per insegnargli a cacciare, l’orsa all’orsetto per spiegargli quanto sono buone le mele e che le api non si possono mangiare, ma il miele si. La scuola è una necessità, si scopre come fare, ma anche con chi fare. La scuola è necessaria, per un bimbo, come respirare. La scuola c’è prima del colera, anche dopo era lì, c’era con la spagnola, come prima e come dopo. La scuola finisce solo quando sei uomo, ma prima…
Per fare un uomo ci voglion vent’anni
Per fare un bimbo un’ora d’amore
Per una vita migliaia di ore
Per il dolore è abbastanza un minuto
Per il dolore è abbastanza un minuto.
Nomadi, Per fare un uomo testo di Francesco Guccini
Quindi? Puoi fermare un virus, ma non un bimbo che deve fare il suo lavoro, diventare un uomo. Puoi dire le sciocchezze che vuoi e parlare di mostri, di streghe, ma ci sarà sempre un bimbo che verrà a vedere e riderà del mostro trovandolo solo buffo.
La scuola non si ferma, anche l’imperatore del Giappone davanti ad un maestro china il capo. E solo davanti a lui, che è di natura divina, fa questo gesto… anche l’imperatore è stato bimbo e ha avuto bisogno di un maestro.
Non stiamo discutendo se le scuole riaprono o meno, perchè non si può discutere di non vivere. Il 14 settembre i ragazzi e i bambini andranno a scuola e non c’è alternativa e la scuola non è una fila di banchi, ma un insieme di bambini.
Il resto lo lascio a chi si crede bello e chiacchiera a stocco in tv.

