La palina per il trip planner c’è, la macchinetta per i tickets anche, manca il bus

La palina per il trip planner c’è, la macchinetta per i tickets anche, manca il bus

30 Agosto 2020 0 Di Maria Corsetti

Non so da che parte cominciare perché da qualunque parte decida di farlo il risultato è sempre quello di una incazzatura disumana. Avevo promesso, tempo fa, di scrivere eliminando l’uso del turpiloquio, mi vedo costretta dalle circostanze a fare un passo indietro. Perché, perché lo so che i problemi della vita sono altri e che un paio d’ore alla stazione di Latina Scalo ad aspettare il bus per Latina non mi cambiano la vita, però mi incazzo lo stesso.

La cronaca è grottesca. Mi vergogno quasi a raccontarla. Perché lo so che i problemi sono altri. Perché, cazzo, se  non è un problema, allora la soluzione è a portata di mano. E allora perché nessuno la prende. Eh, ma anche quelli di prima. Chissenefrega di quelli di prima. Non ci stanno più quelli di prima.

Arrivo a Latina Scalo, il treno, partito da Roma alle 12:38, è terribilmente puntuale e alle 13:18 scendo dalla carrozza alla volta del bus. Sono molto fiduciosa, troppo, lo ammetto. Però finora il mio sgomento si era limitato alla mancanza di corse notturne, coadiuvate dalla mancanza di taxi sempre nelle ore notturne.

Ho sempre notato l’inutilità, nel senso che non è utilizzata, della casupola infopoint (sì, l’ha fatta l’amministrazione precedente, soldi sprecati ecc.) che non viene sfruttata neanche come bacheca per le affissioni, una stampata A4, meglio A3, con gli orari degli autobus male non ci starebbe.

Però ci hanno messo la macchinetta per comperare i biglietti. Non di facile intuizione per chi non è del posto, ma chiedendo a qualcuno, ci si arriva. La parola “Biglietti” è correttamente tradotta in inglese “Tickets”. Tickets di che non si sa. Del treno? Dell’autobus? E dove mi porta? Comunque il biglietto costa un euro e venti, che non è poco. Io l’ho comprato. Posso assicurare che la macchinetta funziona, dà anche il resto.

Andando verso la fermata c’è un grande cartellone, senza dubbio pericolante, che dà un’indicazione: “Usare il corrimano”, c’è anche l’immagine esplicativa e la tradu

zione di inglese “Use handrail”. A cosa si riferisca non lo so, però c’è. La fermata ha anche una copertura, usata da chi deve affittare casa per affiggere l’annuncio. Almeno qualcuno capisce che se vuoi comunicare devi per prima cosa scrivere chiaramente quello che serve in una situazione che colpisca subito l’occhio.

Continuo a cercare la tabella con l’orario e un ragazzo mi indica una palina. Nuovissima, altissima, piccolissima. Nel senso che se devi leggere lì devi avere una vista buona. Però se non c’è scritto niente, non ti perdi niente. Infatti alle 13.25 la palina indica solo l’ora esatta. Delle corse dei bus non si parla. Un ragazzo (un altro, è pieno di ragazzi) mi dice che ha sentito dire che il bus ci sarà alle 14.15 circa.

Digito su Google “bus latina”, vengo indirizzata al sito di CSC (una mia vecchia conoscenza, sempre per questioni di lineee urbane). Pomposamente ci si presenta come “Il modo nuovo di muoversi a Latina” e un papà e un bambino che sorridono (ci credo, loro sul bus ci stanno).

Quindi l’opzione: “Prossimi bus”. Provo e non ci riesco. Magari sono stata io incapace. Opto per “Trip planner” (qui è tradotto direttamente) e mi manda su Moovit che mi dice che effettivamente, non ricordo il minuto previso, intorno alle 14.15 c’è un bus.

14.15

14.20

«Ma il bus?»

«Signora – è il ragazzo n.3 – arriva alle 15:20. È uscito ora scritto sulla palina».

La foto è in copertina.

Decido di tornare a Latina con mezzi proprio cioè chiedo a mia sorella di venire a prendermi.

Decisione della quale mi sono pentita. Perché pensandoci, dopo, avrei voluto vedere l’epilogo, con la gente che continuava ad arrivare e le altre fermate di Latina Scalo già affollate.

Il distanziamento sociale? Non so. Magari sono arrivati tre autobus tutti insieme.

A Latina Scalo, il 30 agosto, nessun bar o simile ha alcun tipo di vantaggio a rimanere aperto alle 14. Non c’era un posto dove poter acquistare una bottiglietta d’acqua, a meno di raggiungere qualche supermercato. E un’afa che non sto a raccontare tanto l’avete sentita tutti. Ma se poi arrivava l’autobus?

Mi sembra che oggi alle 4, quindi mentre scrivo, o domani non ricordo, c’è un interessante vertice Stato – Regioni per capire come funzioneranno i trasporti alla riapertura delle scuole.

Semplice, almeno da queste parti non funzioneranno.

Se poi accade il miracolo siamo tutti più felici. Ma non accade.

L’epilogo è stato a casa, davanti al computer, con un biglietto fiammante del bus che rivenderò a chi vorrà fare un affare al prezzo vantaggioso di un euro.