Covid 19/ Dagli all’untore due. Così non ne usciremo mai
9 Settembre 2020Facile penna è anche facile pensiero: i francesi chiusero lo frontiere agli italiani per paura del virus, ora il contrario. A Capri scene isteriche contro i villeggianti lombardi “malati”, ora sono i lombardi a tamponare i campani. Giochi di chi non ha capito l’unica verità possibile: per il virus contano gli umani, non i confini, non i pregiudizi e da queste malattie o ci si salva tutti o nessuno. Il resto sono chiacchiere a stocco. Vi lascio alla felice penna di Facile penna (l.G.)
Qualche giorno orsono inviai al Direttore del Fatto a Latina una considerazione sul bisogno ansiogeno della ricerca dell’untore da coronavirus, che si è sviluppato tra noi italiani. In quell’occasione, L’Eric Blair setino, meglio conosciuto come Lidano Grassucci, ha prontamente raccolto lo spunto raccontando la sua esperienza (negativa) in merito, quando cercò di far ragionare, inutilmente, molti sull’azzardo, poco scientifico, di voler individuare gli untori nel gruppo di immigrati richiedenti asilo che erano stati dislocati nella nostra zona a luglio. Premesso che sulla gestione dei flussi migratori non ho la stessa posizione “socialista ed aperturista” (nel senso di porti aperti) del Direttore Grassucci,
non ho potuto non inserire gli immigrati di cui sopra nel lungo elenco dei presunti untori finiti nella nuova “colonna infame” insieme a cinesi, lombardi, terroni di ritorno, bambini, podisti e giovani discotecari.
Purtroppo alla lista ora sia aggiungono pure i sardi o colori che in questi giorni provengono dalla terra di Gavino Ledda, col paradosso di richieste “fantasiose” arrivate a persone di ritorno dalla Costa Smeralda nelle terre pontine.
Ma non fai la quarantena? Sei sicuro che tuo figlio possa venire a giocare al parco con gli altri bimbi? Tua figlia non dovrebbe fare il tampone prima di partecipare al corso pre-cresima visto che è stato dai nonni a Cagliari? Li
avete fatti i test sierologici al porto di Civitavecchia prima di tornare a Latina? Se non ci fosse di mezzo la dignità delle persone, ci sarebbe da ridere e magari da mettere qualche bel punto esclamativo.
La Sardegna è stata regione praticamente Covid-free fino ad inizio Estate! Il suo Presidente, Solinas, aveva chiesto agli inizi di Giugno, prevedendo la calata dei turisti dal continente e soprattutto dalle aree più colpite dal virus, il
passaporto sanitario per l’ingresso nell’isola (sostanzialmente chiedeva che chiunque avesse deciso di entrare in Sardegna avrebbe dovuto effettuare il tampone per il Covid-19)!
Il buon Solinas allora venne sbertucciato dal mondo degli intelligenti ed un Ministro del Governo, Boccia, tacciò la proposta di incostituzionalità (chiaramente dopo un mese il Presidente della Regione Lazio, nel silenzio generale, ha deliberato la stessa cosa per chi arriva dalla Sardegna)! I casi di “positività” nella regione di Berlinguer e Cossiga sono quasi tutti ascrivibili a turisti che hanno partecipato alle feste modaiole in locali che poco hanno a che fare con nuraghi e porceddu! Quindi i bravi sardi, senza colpa, da unti si sono ritrovati pure untori.
La realtà invece è che evidenze scientifiche relative a categorie specifiche di untori da Covid non ne esistono come è ovvio, malgrado le certezze di presunti esperti ed alti esponenti della politica. Probabilmente tra due o tre anni, a bocce ferme, si avrà contezza (quando non fregherà più a nessuno) che molte delle “verità” propinate da marzo ad
oggi, in realtà erano delle boiate assurde; magari si scoprirà che le mascherine sono servite a poco o nulla (nel frattempo e nel dubbio però è meglio utilizzarle e le battaglie di libertà indirizzarle contro le stupide
violazioni della libertà personale che abbiamo subito e subiamo ancora) e che il virus si trasmette attraverso l’acqua. Soprattutto è il caso che, pure nella cautela e nel rispetto delle prescrizioni, cessi la ridicola caccia all’untore perché i virus passano, ma la stupidità resta. Prima o poi arriverà (tra non molto ci dicono) il vaccino oppure la malattia
scomparirà come è arrivata, mentre rimarranno l’imbarbarimento dei costumi e le cattiverie gratuite.
Davide Facilepenna

