Le previsioni di Facilepenna: rivincerà Coletta

Le previsioni di Facilepenna: rivincerà Coletta

1 Ottobre 2020 1 Di Fatto a Latina

Nonostante mi atteggi a sopraffino ed arguto analista politico, sono conosciuto, tra le mie poche frequentazioni, per essere in assoluto uno degli individui più incapaci ad indovinare i risultati elettorali.
Credo di aver praticamente “cannato” (mi si perdoni il francesismo),negli ultimi trent’anni, quasi tutte le previsioni inerenti le tornate elettorali su cui mi sono espresso .
A mia memoria, che si trattasse di elezioni amministrative, referenda (il plurale latino però lo conosco), elezioni politiche od europee, i risultati mi hanno sempre sorpreso o visto tra i “perdenti”. Non sono stato meno preveggente sul risultato delle ultime elezioni amministrative per il Comune di Latina nel 2016. In quel caso addirittura avevo previsto, per le risate postume di chi mi sta vicino tutti i giorni, che la lista LBC avrebbe, a stento, eletto un paio di consiglieri
comunali d’opposizione. Invece, come tutti a Latina sanno quelle elezioni videro il trionfo al ballottaggio del candidato di LBC ed attuale Sindaco Coletta con il 75% dei consensi. Unica mia, parziale, scusante è stata quella di essermi affidato alle valutazioni sballate di quello che credevo un esperto di politica locale, un consigliere comunale uscente di cui per carità di patria non faccio il nome; dico solo che è un militare, abita in un borgo pieno di cispadani e la sua famiglia possiede una fiorente attività commerciale. Sulle elezioni amministrative pontine ci riprovo per tempo, nella certezza di capirci sempre poco ed in totale dissonanza da quelli con cui mi sono confrontato (primo tra tutti l’ex consigliere cispadano). Ebbene stavolta sono convinto che, se nulla cambierà da qui a sei mesi, alle prossime elezioni comunali di Latina rivincerà Damiano Mahatma Coletta. Non perché lo reputi un buon amministratore o sia un suo ammiratore. Lo considero un amministratore inesistente (la città è identica a come era cinque anni fa) ed un politico “parolaio”; della tipica schiatta dei politici moderni (soprattutto in salsa progressista), ovvero quelli che si compiacciono di sembrare belli e giusti e pensano più alla pace nel mondo che alle buche nelle strade.
Secondo me però alla fine vincerà ancora lui ed i motivi sono sostanzialmente cinque.
Primo motivo : I primi cittadini uscenti partono sempre avvantaggiati per un fatto di visibilità e clientele radicatesi nel tempo. Prova ne è che, in giro per il Belpaese, i sindaci dopo il primo mandato vengono spesso riconfermati, tranne nei casi in cui abbiano commesso errori madornali o siano stati travolti da inchieste giudiziarie.
Secondo motivo: L’opposizione in questi anni è stata praticamente inesistente in città. Mi si citi un solo fatto o atto degno di nota (tranne qualche estemporanea trovata spiattellata a mezzo social da singoli consiglieri comunali) posto in essere dagli oppositori per contrastare le inadempienze del Cardio-Sindaco.
Terzo motivo: I nomi che circolano come possibili candidati Sindaci per le opposizioni ( non se ne abbiano a male le signore della Vie en Rose Muzio, Miele e Zuliani) tutto sembrano tranne che figure solide, conosciute ed autorevoli che
possano “imporsi” e coagulare intorno a sè un “blocco storico”.
Quarto motivo: I cittadini di Latina, come molti cittadini del Centro-Sud sono dei “conservatori” rispetto al potere esistente (tendono a non cambiare cavallo una volta scelto) e della “buona amministrazione” se ne curano poco (prevalgono nel voto spesso più fattori personali che il bene comune)
Quinto motivo: La città è per sensibilità e storia città di centrodestra, ma il centrodestra a Latina è al momento squinternato, diviso, senza guida e senza idee.
La sinistra d’altro canto (quella parte non confluita in LBC) rimane una realtà estranea alla città. Il Sindaco uscente invece è figura comunque “forte(o meno debole di altri)” nell’immaginario collettivo e per batterlo credo ci vogliano teste ed energie importanti. Mi auguro che chiunque, a destra o sinistra, sia davvero interessato a far cambiare la musica (fatto di cui ci sarebbe tanto bisogno) agisca con coscienza e per tempo.
Altrimenti a breve sentiremo ancora le note, seppur più malinconiche che nel 2016, di Mercedes Sosa su Piazza del Popolo rivisitate nel testo da Giuseppe Tomasi di Lampedusa: “ todo cambia para que todo se mantenga igual”.

Davide Facilepenna