Covid 19: Casati spiega perché hanno “semichiuso” Latina

Covid 19: Casati spiega perché hanno “semichiuso” Latina

9 Ottobre 2020 0 Di Fatto a Latina

Queste le dichiarazioni del Direttore Generale della ASL di Latina , Giorgio Casati:Le misure adottate, la cui permanenza in vigore è fissata in due settimane, sono state rese necessarie dall’andamento dei dati epidemiologici che, in questi ultimi giorni, ha fatto registrare andamenti tali da giustificare un livello di attenzione superiore a quello fino ad oggi mantenuto. Su base provinciale, infatti, la prevalenza dei casi attivi è quasi pari al 14 per 10.000 abitanti. Se si osserva la distribuzione dei casi per singolo Comune, ben 14 hanno superato abbondantemente la soglia di attenzione, fissata in 10 casi attivi per 10.000 abitanti, e altri 4 si avvicinano a tale parametro. Tale evidenza,  rappresenta in modo inequivocabile che il virus è estremamente diffuso in tutta la Provincia che, essendo un sistema aperto, deve pertanto essere considerata come entità unitaria sulla quale intervenire anche allo scopo di preservare il più possibile le realtà con situazioni meno significative. A sostengo di queste considerazioni, vale quanto emerso dall’analisi dei link epidemiologici che, da un lato, ha evidenziato cluster lavorativi o legati a feste organizzate a seguito di cerimonie, dove i soggetti interessati provengono da Comuni diversi e anche distanti fra loro, dall’altro si è in presenza, fatta eccezione per due o tre situazioni significative, di focolai di piccole dimensioni, diffuse su tutto il territorio della Provincia, sui quali non è stato possibile identificare l’origine del contagio (caso zero). La situazione attuale del contagio in Provincia di Latina è pertanto preoccupante non solo per il momento contingente ma, anche, letto in ottica prospettica. Con l’avvento dell’autunno e dell’inverno, infatti, le condizioni climatiche maggiormente favorevoli la diffusione del virus e, in concomitanza, l’inevitabile insorgere delle malattie di stagione, con particolare riferimento all’influenza, dipingono uno scenario certamente non semplice da affrontare in un contesto territoriale dove la SARS-CoV-2 risultasse ancora diffusa con le caratteristiche attuali. È al solo scopo di evitare l’adozione di misure più stringenti, in ipotesi anche la riproposizione di un periodo di lockdown che tutti noi vogliamo scongiurare, che oggi si rende necessaria l’adozione di misure restrittive su tutto il territorio provinciale. L’insieme delle misure adottate è volto a ridurre i contatti sociali, per un periodo di tempo limitato, impattando prevalentemente sui luoghi e/o i momenti in cui si creano situazioni di aggregazione nelle quali, per le persone, risulta difficile mantenere i comportamenti idonei per prevenire il contagio (uso continuativo e corretto della mascherina, lavaggio frequente delle mani e distanziamento sociale). Si tratta di un sacrificio che impatta prevalentemente su alcune categorie sociali e tipologie di esercizi che, tuttavia, non deve essere letto in termini negativi laddove saranno in grado di evitare provvedimenti di natura più restrittiva. È chiaro che, ancora una volta, siamo tutti posti di fronte ad una battaglia che si vince solo restando uniti. Le misure, da sole, non possono essere efficaci se non accompagnate da comportamenti responsabili. Questi quattordici giorni sono decisivi al fine di ridurre l’incidenza giornaliera dei nuovi casi obiettivo, quest’ultimo, che riguarda tutta la collettività. Ci siamo già riusciti una volta, ce la faremo anche in questa.”