L’invasione dei monopattini e il rischio del Mose a Rio Martino (Davide Facilepenna)

L’invasione dei monopattini e il rischio del Mose a Rio Martino (Davide Facilepenna)

13 Ottobre 2020 0 Di Fatto a Latina

Un paio di settimane fa mi sono ritrovato a circolare in taxi, durante le prime ore del giorno, per il centro di Roma.
Non per diletto purtroppo, ma accompagnando una delle persone a me più care, mio padre, presso uno dei mega
presidi ospedalieri romani.
Nella debole e piovosa luce mattutina romana ho scoperto una Capitale invasa da monopattini elettrici, posteggiati,
si fa per dire, a centinaia dovunque : di fronte all’Altare della Patria, lungo via Nazionale, in mezzo a Piazza
Venezia e pure sull’isola Tiberina.
“Sò quelli a noleggio. Li ha fatti mette a Raggi pe promuove la mobilità sostenibile, così se inquina de meno e la
gente nun se pja er Covid sui mezzi pubblici” mi dice, con tono ironico, il tassista che pare la copia di Vin Diesel ma
parla come Alberto Sordi.
“Bell’idea “ fa mio padre “ soprattutto per l’economia nazionale. Il virus è arrivato dalla Cina e noi giustamente ci
riempiamo le strade di sti trabiccoli che, ho letto ieri, sono fabbricarti da quelle parti. Così facciamo diventare
ancora più ricchi i cinesi. Meno male che dovevamo riscoprire l’italianità e aiutare le nostre aziende dopo la
pandemia”.
“Vabbè papà, lo sai. Noi italiani siamo sovranisti come siamo rivoluzionari, cioè a chiacchiere e di fronte ad un
aperitivo.”
Si inserisce il Vin Diesel di Porta Metronia “Che poi sti attrezzi sò pure pericolosi in mano ai pischelli che ce vanno
dappertutto e senza regole. Un collega mio dice che ieri ne ha visti un paro addirittura su a tangenziale. Solo a
Roma se vedono ste cose eh? Voi de ndò siete?”
“ Sermoneta in provincia di Latina” gli rispondo “ Ah io a conosco Sermoneta . Bello er Castello e pure er Giardino
de Ninfa. A dì la verità, conosco mejo Latina, anzi Littoria” sorride e spiega “Mi sorella vive a Borgo Sabbotino
perché s’è sposata con uno de origine veneta che c’ha le terre. Dalle parti de Littoria nun le fate ste cazzate dei
monopattini penso”
Mi guardo con mio padre ed ho un momento di imbarazzo “ A Sermoneta no, ma a Latina mi sa di si. Ho visto già
decine di monopattini buttati in piazza del Popolo ed al Parco San Marco”
“ E che ce fate voi là coi monopattini? Un giochetto pe spassà i pupi al massimo. Nun me dite che c’avete pure voi
er problema del traffico come a Roma?”
Provo a dare una impietosa giustificazione “ Beh però nelle ore di entrata ed uscita dalle scuole, il centro a Latina
diventa impraticabile in macchina”.
Mio padre non mi aiuta anzi ci mette il carico “ Si , come no! Già ce le vedo le belle mammine della Q4 che tutte
acchittate prendono il monopattino e portano i figli a scuola la mattina”
Mi arrendo “ E’ vero. Mi sa che è una trovata a effetto totalmente inutile allo scopo. Da noi qualche volta queste
uscite fantasiose le facciamo per complesso d’inferiorità nei confronti delle grandi città”
Sempre mio padre “ Come la pista ciclabile in centro. C’avessi mai visto uno in bici!”
Annuisco “ Vogliamo sentirci alla moda e cosmopoliti come quelli delle grandi città, soprattutto quelle estere. Per
esempio ho letto che la trovata dei monopattini è stata avallata dal Sindaco e dall’Assessore competente che
hanno trasformato in realtà la proposta di un consigliere comunale.
La signora sarebbe stata in vacanza lo scorso anno a Seattle e vista la splendida , a suo dire, ed ecologica mobilità
urbana di quella città in cui tutti vanno in monopattino, ha sognato di replicarla a Latina” .
Siamo fermi ad un semaforo rosso, è un attimo, Vin Diesel si gira e scatta l’Alberto Sordi che è in lui. “ Meno male
allora che sta tizia è annata in vacanza in America. Pensate se annava a Venezia. Ve facevano er Mose a Rio
Martino!”
Io e mio padre abbassiamo lo sguardo e ci ricordiamo la storia della visita di un ex Sindaco di Latina a Padova che
sognò di replicare in terra pontina, senza riuscirci e con spreco di risorse e tempo, la locale tranvia su gomma.
Il tassista non poteva saperlo ma da noi le battute possono essere prese molto sul serio dai politici.
Morale della favola: non mandate amministratori locali di Latina in ferie in Laguna nei prossimi mesi.

Davide Facilepenna