Covid 19 tra virus reali e false sicurezze in protocolli “dispersi”

Covid 19 tra virus reali e false sicurezze in protocolli “dispersi”

19 Ottobre 2020 0 Di Fatto a Latina

Avvertenza : Nomi e riferimenti territoriali sono stati alterati per ragioni di privacy

Ieri sono venuto a conoscenza di una vicenda kafkiana capitata al mio amico Dario, che mi ha fatto riflettere sui virus reali e le false sicurezze di cui ci facciamo scudo in questo periodo. Per farla breve, Dario che come professione fa l’architetto, è sempre stato nel lavoro e nella vita privata un ligio osservatore delle regole (lo era pure da bambino ed era infatti il più “palloso” del gruppo) ; in questi ultimi mesi non è stato da meno con le regole anti-covid. Circa una ventina di giorni fa Dario, Darione per gli amici,è stato contattato da un suo collega romano, Sabino detto Er Genio che lo voleva coinvolgere nella ristrutturazione di una piccolo appartamento dalle parti della Magliana; dato che certe
attività non possono essere fatte in “telelavoro” Darione decide di recarsi in loco ma, per sicurezza, ci va in macchina e dotato di svariate mascherine, oltre che di gel disinfettante a profusione. Da questo momento è iniziato l’incontro di Darione con un virus vero, il Covid-19 e la scoperta delle sue (nostre) false sicurezze.

Racconto l’episodio riportando il testo dei messaggi intercorsi tra i protagonisti (M.W. starà per messaggio WhatsApp ) ed in sequenza temporale giornaliera per esigenze narrative che si capiranno a fine del racconto.

Giorno uno 9.40 :

Dario arriva puntualissimo in zona Magliana con la sua Fiat Panda rossa. All’interno dell’appartamento da ristrutturare, in cui rimane non più di venti minuti, oltre a Sabino ci trova il proprietario il Signor Flavio ed il costruttore Giuseppe. Indossano tutti la mascherina chirurgica ed evitano di avvicinarsi troppo fisicamente e stringersi la mano, quindi saluti solo gomito contro gomito. Giusto il tempo di dare uno sguardo alle stanze, fare qualche misurazione di rito e
sono tutti in strada. Visto che sembra sia una bella e calda giornata vanno insieme a bere un caffè in un
Bar all’angolo della strada, dove, all’aperto e sempre distanziati chiacchierano di lavoro e calcio per quaranta minuti o forse di meno. Il cielo romano sembra però mutare rapidamente verso il brutto tempo ed i convenuti
si salutano in fretta per tornare alle proprie occupazioni giornaliere prima del diluvio che le nuvole nere su Roma annunciano. Dario fa in tempo ad entrare nella Panda, che si scatena un piccolo uragano di vento e pioggia.
Quando sta per ripartire direzione ufficio, nota Er Genio che senza ombrello e completamente zuppo d’acqua viene sferzato dal maltempo lungo il marciapiede che percorre di corsa. Si ricorda che il collega si sposta su Roma solo con i mezzi pubblici e decide di dargli un passaggio alla prima stazione della Metropolitana che avrebbero trovato lungo la
strada. Sono solo cinque minuti d’auto ed entrambi indossano la mascherina e non si rivolgono mai lo sguardo, per evitare di incrociare musi e micro-emissioni salivali.

Giorno due 20:09 :

M.W. Sabino“ Al proprietario è piaciuto tanto il tuo suggerimento del soppalco in sala da pranzo. Ti preparo le bozze del progetto e te le mando con mail” M.W. Dario“ Mi fa piacere . Ma che stai ancora a lavoro?” M.W. Sabino “ Lassa perde. Sono venuti cinque clienti oggi , uno dietro l’altro. Ma ora stacco. Vado a casa a vedere le repliche di Boris. Dai che la portiamo a casa!” M.W. Dario“ Ah ah ah. Chi sei Renè Ferretti?”

Giorno quattro 20:09

M.W. Dario“A romanaccio ma ti sei dimenticato di mandarmi le  bozze del progetto? Troppe femmine eh?” M.W. Sabino “Magara! Stamattina mi sono svegliato con le ossa rotte. Sono fracico ormai” M.W. Dario “No. Sei scemo. Vai in giro senza ombrello e cerchi di tornartene a casa sotto il diluvio. Eri zuppo lunedì!” Giorno sei ore 19:34 M.W. Dario “Allora?” M.W. Sabino “ Perdonami. Ancora non ho potuto mandarti nulla. Sono da ieri a casa. Ho la febbre ma leggera, 37 e
qualcosa. Giusto la sera si alza un po’. Ma me sarò beccato il Coviddi?” M.W. Dario “Ma che te sei beccato. Tu sei soggetto a queste cose. Ricordi quando ti sei preso la polmonite al cantiere a Verona tre anni fa?” M.W. Sabino“ E come no? Comunque pure il medico mio ha detto che è stata la pioggia di lunedì. In ogni caso rimango in camera da letto fino alla guarigione. Il lavoro può attendere. Che faccio ? Smarmello?”

Giorno sette 11:10

M.W. Dario “ Uomo fracico che si dice? Passata la febbrina?” M.W. Sabino “ Va male. Da ieri sera ho pure una tosse che non mi fa dormire. Tra l’altro alcuni con cui ho lavorato stanno in isolamento. Sospetti Covid. Domani mattina il medico mi ha spedito a fare tampone rapido al Drive-In” M.W. Dario “In bocca al lupo. Mi dispiace. Fammi sapere come va. Se ti servequalcosa sono a disposizione”

Giorno otto  13:23

M.W. Sabino “ Sono appena tornato a casa dal Drive-In. Ho vomitato appena entrato in bagno. Ho fatto otto ore di fila con la febbre e sta tosse che mi fa impazzire. Una stanchezza mai provata” M.W. Dario “ Che follia. Ma i risultati li sai ?” M.W. Sabino “ Ho sviluppato gli anticorpi seppure con una carica virale bassa. Mi hanno subito fatto fare pure il tampone faringeo. Domani l’esito. La dottoressa mi ha detto che forse potrei risultare negativo ma io non ci credo Darione. Me lo sono beccato”

Giorno dieci ore 07:10

M.W. Sabino “ Positivo al Covid. Devo andare isolamento” M.W. Dario “ Ma che sfiga e che palle.” M.W. Sabino “ Tu hai qualche sintomo? M.W. Dario “ No! Sto bene. Non ti preoccupare per me. Ci siamo visti per pochiminuti e con la mascherina”

Giorno undici 10:05

M.W. Sabino “ Ciao. Ho parlato con il mio medico. Mi ha detto che oggi sicuramente mi chiama la ASL per tracciare i miei contati degli ultimi giorni in modo da individuare chi deve fare la quarantena. In questi casi scatta il Protocollo Covid. Per sicurezza mi ha detto di tornare indietro con la memoria fino a quattro giorni dal primo sintomo e ricordare chi ho incontrato. Quindi dovrò segnalare pure te il Signor Flavio e Giuseppe” M.W. Dario “ Cazzo. Ora che devo
fare io? Mica posso andare a farmi il tampone da solo o decidere se devo fare la quarantena?” M.W. Sabino “ Ma no. Mi ha detto il mio medico che mi contatteranno subito e poi loro chiamano te se è il caso .” M.W. Dario “Lo spero ma ho dei dubbi. Mia cugina che lavora allo Spallanzani dice che è un delirio di gente là di fronte da loro in questo momento. Come fanno le ASL oltre che a curare i malati a tracciare i contatti di tutti i nuovi casi in tempo? Tu avvertimi subito se ti chiama la ASL”.

Giorno dodici 08:05

Dario non va a lavorare e si chiude in camera da letto. Per la sicurezza di parenti e clienti si mette preventivamente in auto-quarantena, anche se non capisce se , come dice una circolare nel Ministero della Salute del 12 Ottobre,lui è classificabile come un contatto stretto e deve fare la quarantena o è un contatto stretto di caso (?) e non deve fare quarantena.

Giorno dodici 20:25

M.W. Dario “ Come va Sabino? La ASL?” M.W. Sabino “ Sempre stanchissimo ma con le punture di eparina la febbre sembra non esserci più. La ASL ancora nulla. Darione mi sa che devi provvedere tu da solo se entro stasera
non mi chiamano. Quelli non possono chiamare tutti in tempo anche se al telegiornale dicono diversamente”

Giorno tredici.

Dario, ormai in un folle limbo sanitario-burocratico, prende il toro per le corna e si attiva da solo. Telefona al suo medico di famiglia che non risponde. E’ domenica e il dottore è un appassionato di montagna. Dario allora si autodenuncerà come sospetto Covid alle autorità sanitarie. Chiama il numero verde regionale delle ASL per l’emergenza Covid. Sette chiamate in due ore mezza. Nessuna risposta. Sempre in attesa. Tutti gli operatori occupati. Non si arrende. Compone il numero verde del Ministero della Salute. Stavolta è fortunato. L’operatore risponde da casa
sua, perché come dice la voce registrata è in “smart working”. Al Ministero della Salute rispettano le loro prescrizioni quindi. Che bravi eh? Comunicazione difficoltosa perché Dario è agitato ed il cellulare nella camera da letto non ha campo. L’operatore si incazza pure perché pensa che Dario abbia detto che non c’è un protocollo. Dario lo pensa e lo ha pure detto ma poi, per avere un aiuto, dice di essersi espresso male. Dario : “ Che devo fare nella mia situazione quindi?” Operatore “ Decide il suo medico di famiglia. Ogni caso è diverso”. Dario è ormai stato travolto dal modello anti-covid che tutto il mondo ci copia sennonché il suo medico di famiglia, il Dottor Giulio in tarda serata lo contatta.
Dottor Giulio: “ Architetto ho visto tutte le sue chiamate. Ero sulla Semprevisa e non potevo chiamare subito. Mi dica? Problemi?” Dario raccoglie le forze e spiega tutto, per filo e per segno, compresi i precisi minuti e modalità del contatto con Sabino. Dottor Giulio “ Architetto, al di là del fatto che indossavate tutti la mascherina e dei
tempi di contatto con la persona positiva, lei ha sintomi o ha avuto sintomi dal giorno dell’incontro ad oggi?” Dario “Assolutamente no. Mai stato meglio” Dottor Giulio “Ottimo. Poi, mi deve dire con esattezza quanti giorni fa, c’è stato l’incontro con il suo collega” Dario “ Dunque. Vediamo. Con oggi. Tredici giorni” Dottor Giulio “ Allora non ci si può
fare più nulla!” Dario “ Cioè? Ho il Covid? Quindi devo subito fare il tampone? Domani mattina?” Dottor Giulio “ Non deve fare il tampone. Nemmeno le so dire se abbia contratto il Covid perché sarebbe un asintomatico nel caso. Magari ora negativizzato. Quello che so, è che domani è finita la sua quarantena. Sono passati quattordici giorni dal
possibile contagio. Se non ha sintomi, in base alle nuove direttive lei è sano e non la devo mandare a fare il tampone! Fortunatamente il suo collega è stato coscienzioso nell’avvertirla e lei quando lo ha saputo, seppur dopo giorni, ha evitato contatti con altri. Almeno ha limitato i rischi.”

P.S: Secondo taluni, tutto sarebbe perfetto e sicuro nella lotta alla pandemia se gli indisciplinati cittadini rispettassero le sacre regole. Purtroppo la realtà in certe situazioni è sempre imprevedibile e più complessa della teoria, pure se uno rispetta le regole. Ci sono i protocolli ? Certo, ma attuarli è cosa difficile fuori dalla propaganda televisiva, soprattutto quando l’emergenza avanza e fa saltare gli schemi. App Immuni ? Bellissima, ma se non è tempestivo il tracciamento serve a nulla, con buona pace del senso civico. Abbiamo scambiato libertà per sicurezza (è capitato spesso nella storia umana). Non dico ora che la sicurezza che ci viene offerta debba essere assoluta, ma almeno non effimera.
Perché sennò il vecchio libertario dormiente che ho nell’anima, mi ricorda che sono stato doppiamente fesso a rinunciare ad un po’ di libertà se la sicurezza è falsa.

Davide Facilepenna