Quel che ha da perdere Coletta: allearsi o perire

Quel che ha da perdere Coletta: allearsi o perire

19 Ottobre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Chiariamo subito: Coletta 5 anni fa rischiava solo di vincere, non era nulla prima. Se avesse “perso”, era uno dei tanti chi ci aveva provato e aveva fallito. Ma ora? Ora lui è il sindaco in carica e quindi? E’ l’unico che può perdere. La destra al massimo sta come è “memoria”, il Pd sta come è “potenziale, fino ad ora, sempre in ritardo”.

Coletta non è la “sorpresa”, punta alla conferma. Per questo nelle trattative con chiunque ha un limite… rischia tutto. Deve essere lui a muovere a fare politica non gli altri che, al massimo, restano quel che sono. Lui rischia di essere meteora, di vedere bocciata la sua esperienza. Rischia di passare dalle stelle all’anonimato, rischia di non lasciar traccia.

Quindi? Deve far politica estera, deve cercare alleanze, deve allargare il campo. Per vincere i democristiani che avevano la maggioranza assoluta si allearono con liberali e repubblicani (quelli che avevano tolto i beni ai preti, e quelli, i mazziniani, che se avessero potuto ai preti li avrebbero scannati), loro che erano lo scudo dei preti. Rischiarono tanto ma non potevano perdere, o almeno volevano cara la pelle.

Churchill era anticomunista viscerale, ma davanti al nazismo si alleò con Stalin. Il Pd fu sbeffeggiato, con Bersani, dai 5 stelle ora governano insieme. La politica è assurda, perchè lo è la vita.

Coletta non può scegliere se allearsi o meno, deve farlo.

Naturalmente non lo farà, i suoi consiglieri lo convincono ogni giorno ad una bastevolezza che neanche a Domine Iddio è data visto che da uno si è fatto trino. Le città greche vincono insieme contro Serse e Dario, altrimenti divise oggi saremmo persiani e non greco-latini. Coletta decida … divisi davanti a Serse, o anche con Sparta. Ma non dipende dagli altri, ora è lui che deve convincere, non gli altri accoglierlo.