Coletta è come i rappresentanti di classe dei genitori: vince chi ci sta e il confine Cori-Roccamassima

Coletta è come i rappresentanti di classe dei genitori: vince chi ci sta e il confine Cori-Roccamassima

26 Ottobre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Quando si debbono scegliere i rappresentanti di classe dei genitori c’è la gara a non farlo. Vince chi resta sul campo vuoto. E’ il “metodo Coletta”, naturalmente funziona se lui resta solo in campo e gli altri, tutti, gli hanno lasciato il campo libero. E’ “giocatore solo” da anni, gli altri, gli avversari puntano al consiglio di istituto, alla presidenza e la “classe” è lasciata a l’unico che c ‘è. Coletta non ha altra virtù che la svirtù degli altri. Lui c’è, anche in questa fase del Covid, gli altri aleggiano.

In questo vuoto poi ci sono gli autocandidati, quelli che non rendendosi conto si propongono, si mettono a disposizione quando nessuno è disposto a seguirli, a prenderli in considerazione.

Coletta imperversa, fa e fa da solo, non fa e non fa da solo. E’, comunque, referente in odio e in amore della classe. I giorni passano, anche i mesi e gli anni e il nostro rappresentante di classe continua a parlare con gli altri genitori, a interloquire con le maestre, ad essere l’interfaccia con la preside.

Come se De Gasperi non avesse avuto Togliatti e Nenni, come se Berlinguer non avesse avuto Craxi e Forlani. La politica riempie i vuoti. Il centrodestra mi ricorda una vecchia storia su come stabilire i confini tra Roccamassima e Cori, la prima rivendicava, giustamente, l’indipendenza comunale. I maggiorenti locali si misero d’accordo: sarebbe partito uno di Roccamassima verso Cori, e uno da Cori verso Roccamassima, al punto di incontro si sarebbe stabilito il confine. Quello della Rocca sicuro di avere dalla sua la forza di gravità, che era ostile al corese che se la doveva fare in salita se la prese comoda. Il risultato? Il confine del comune di Cori sta appena all’uscita della porta di Roccamassima. (naturalmente questa è la versione a sfotto dei coresi, ma l’esempio calzava).

Quelli del centrodestra contano sulla “forza di gravità”, Coletta corre.

E la sinistra? Come al solito “non capisce perchè non dovrebbero votarla” e non fa nulla per farsi votare.

Quando a Palazzo Barberini un pezzo dei socialisti usci dal partito, sarebbe stata una delle tante scissioni se non fosse stato che uno degli scissionisti era Giuseppe Saragat, l’unico tra i miei (io sono socialista), che si era letto Marx, avrebbe avuto l’effetto del battito d’ali della farfalla in amazonia rispetto alla temperatura del  mio caffè a Sezze. Chi è il candidato?

Altrimenti? E’ rappresentate di classe l’unico che c’è.