Covid 19/ “Pensa che passa”

Covid 19/ “Pensa che passa”

2 Novembre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Il tempo lo detta il covid, io non sono medico, non sono indovino. Ma ho un ricordo, chissà se sarà utile. Lo dedico a mia madre, perché lei aspettò nella speranza che passasse quando pareva del tutto evidente che era finita lì.

 

Pensa che passa. Ogni istante mi sento la paura “rifiatare” sul collo. Dice il mio amico “mi ha colto”, io dico “ma di striscio e…” . Mi dicono “sono depressa, non so se riesco”.

Io, allora, ricordo una caduta rovinosa nel fosso, il sangue che mi faceva rosso e non sapevo piangere. I bimbi, qui da me, non piangono e il bimbo che ero non era da meno. Pulsava la vena e sputava sangue, avevo paura nel fosso. La gamba non rispondeva e c’era tanto rumore. Vennero a tirarmi su e ,guardandomi negli occhi, uomini grandi e grossi pareva volessero piangere loro, per me. Ma uno con voce da tenore, ma tremante di terrore, dice: “pensa che passa”.

E’ passata sono qua, ogni tanto ritorna ma non è vera, è memoria.

Ora è passato tempo ma ogni tanto fa capolino, e lo vedo, l’omone che consola “pensa che passa”.

In  verità venne due giorni dopo, saltò il primo per non aver la certezza di aver pianto invano, ma il secondo doveva:  “come sta il bambino?”. Gli dissero che “ancora respirava” e diceva a chiunque non avesse le forze: “pensa che passa”. Como un rosario.

Ora lo dico come allora e come quell’omone grande spero quello che a volte non credo, “pensa che passa”, e sarà un ricordo.

Ora ho ferite, quando cambia il tempo mi fanno dolore ma “pensa che passa”.

Certo aiutarono le preghiere di mia nonna, la disperazione di mamma e questo destino che non era l’appuntamento giusto. Ma da allora mi viene da dire “Pensa che passa”.