Tempi di covid/ Il caffè clandestino e lo spaccio di tagliatelle

Tempi di covid/ Il caffè clandestino e lo spaccio di tagliatelle

6 Novembre 2020 1 Di Lidano Grassucci

Li ho visti, era l’imbrunire, entrare di soppiatto dalla porta di dietro. La macchina sibilava (piano) i vapore e l’arma di caffè era “schermato” dal fumo del sigaro cubano. Non ci avrei mai creduto ma il tempo del caffè clandestino è venuto.

Ma questo è reato lieve, c’è qualcuno che ha sentito odore di ragù alla bolognese e il borbottare dell’acqua con le tagliatelle.

Nessuno me lo avrebbe mai detto, previsto, raccontato ma? Ma Dio mio è venuto il tempo che cose banali diventassero reati, diventassero da piaceri a dispiaceri.

Il mondo cambia e quel che è bene ora domani sarà male e viceversa.

Capisco ora Al Capone che fece tesoro del moralistico divieto al vino, ora facciamo tesoro dell’inevitabile salutistico divieto a vederci.

Qualcuno dice che sotto i lampioni di periferia di soppiatto si vedano antichi compari solo per dirsi ciao da lontano.

Come è lontano il tempo in cui ci si teneva per mano e potevamo incrociarci lungo i marciapiedi e sentire il profumo delle dame alla passeggiata in centro.

Tempi cattivi, spero solo tempi brevi