Discoteca all’aperto nel parcheggio del Teatro a Latina: il fallimento di una generazione
8 Novembre 2020Questa domenica pomeriggio, la nostra Latina, non ha goduto solamente di un sole splendente, bensì anche di ottima musica. Ci si lamenta spesso che con la situazione Covid-19 non si possa far molto, ci si annoia, e poi con le nuove restrizioni si ha del tempo limitato per godersi il caldo di queste settimane. Pochi sanno, però, che son nate delle discoteche all’aperto. L'”ingresso” è gratuito, basta possedere una macchina con un ottimo impianto stereo, oppure di un amico (o amica), che ne sia dotato, e il gioco è fatto. Sulle scelte musicali ci si può accordare tutti insieme, l’importante è rimanere al passo con i tempi delle nuove hit.
Ironia a parte (che comunque il alcuni casi giova), mentre ristoranti, bar e pub sono stati costretti a chiudere baracche e burattini alle 18, mentre Latina soffre di un’economia che va a rotoli in tutta Italia, mentre ci sono famiglie che tirano avanti spaccando il salvadanaio, mentre ci sono medici ed infermieri che non vedono le mura domestiche da troppo tempo, mentre tutto intorno a noi sembra sgretolarsi e ci sembra di rimanere intrappolati nelle macerie, i giovani latinensi si assembrano nei parcheggi (oggi in quello del Teatro D’Annunzio), per sgranchirsi un po’ le gambe. Ci tengo a sottolineare che sono gli stessi giovani di cui si inneggia il diritto alla libertà, il diritto al divertimento, il diritto a vivere, (il diritto all’istruzione un po’ meno, perché insomma, tracce di scolarizzazione qui non se ne vedono). Eppure, essere intelligenti mi è sempre sembrata una dote non troppo difficile da possedere… sbagliavo.
Folle di gente indignate smanettano su Facebook condividendo foto di persone a passeggio in Piazza del Popolo, perché passeggiare (sebbene con la mascherina) è reato, quindi “alla forca”, ma nessuno forse si sposta un po’ più in là per controllare i propri figli. L’educazione è una tematica di cui discorro spesso, e forse annoio, ma per me è il pilastro del buon funzionamento in società.
Questa domenica pomeriggio ho visto un’immensa pochezza, dettata da genitori che dovrebbero vergognarsi per il loro palese fallimento, e da giovani ragazzi stolti che non comprendono la gravità della situazione ignorando (volontariamente), il rispetto delle regole. Non era solamente un ammucchio di ragazzi senza mascherina, ho visto proprio il fallimento di una generazione, il fallimento di un vivere civile, perché pandemia o no, tutto questo risulterebbe inaccettabile sempre.
Rinchiudiamo i nonni dentro casa, spranghiamo le scuole, chiudiamo i negozi, perché il virus è cattivo e ci aspetta dietro l’angolo quindi niente assembramenti, ma chi apre gli occhi per osservare cosa ci accade ad un palmo dal naso? E care mamme e cari papà, che non mi si venga a dire che i ragazzi non sanno cosa fare: insegnategli a leggere un libro, ad apprezzare un bel film d’autore, a gioire del tempo con la famiglia, ad essere felici che loro stanno ancora qua e non là. Fate i genitori o imparate ad esserlo se vi rimane così difficile, comprate un manuale con le istruzioni e compratene uno ai vostri bischeri figli affinché imparino l’educazione, che di librerie in città ce ne sono tante.
Latina è una bellissima città, peccato per l’ignoranza radicata, altrimenti si vivrebbe molto meglio.
In seguito alla segnalazione, le Forze dell’Ordine hanno spento le casse e la discoteca all’aperto ha chiuso i battenti.
Fate la cosa giusta!



Invece di parlare di educazione bisognerebbe parlare di una generazione di ragazzi che ha voglia di divertirsi nonostante tutto… nn so chi abbia scritto queste cose ma prima di parlare di educazione impari a conoscere e soprattutto ha nn giudicare dall’apparenza. Nn si può parlare senza conoscere, ineducato è chi come lei che ha scritto l’articolo, giudica senza conoscere. Vecchia dentro se nn riesce a divertirsi
Qui non si sta parlando di divertirsi ma del fatto che non capite che questo non è il momento di divertirsi, mentre la gente muore al nord. Ma di starsene a casa, x evitare che quello che succede al nord non succeda qui al centro.
Ovvero infettare persone care e vederle morire davanti a voi.
Quindi se non capite questo allora chi ha scritto l articolo ha pienamente ragione, generazione bruciata……nel cervello!!!!!!!!