Quei ragazzi che “cercano” il virus, elogio agli infermieri dei tamponi e non solo
14 Novembre 2020
Ammetto l’idea me l’ha suggerita con questo post il mio amico Severino Montagner. Lui ha “generosamente scritto sulla piazza virtuale di Fb”: “Grandi quei ragazzi che fanno i prelievi al Sani e in ogni altro luogo. La loro opera sarà ricordata nel tempo a venire. Il loro sacrificio, l’esposizione a beneficio di altri.”.
Già, mentre esiste una Italia delle chiacchiere, mentre ci sono milioni di inutili capiscioni c’è chi mette mano. Allora vorrei dare mio il suo ringraziamento agli infermieri, che li dimenticano sempre quando va tutto bene e li consideriamo indifferenti, ai medici di ogni risma e specializzazione che la mattina si alzano e non vanno in televisione ma al Pronto Soccorso, nei reparti, in ambulatorio.
Borbottano, protestano, ma poi si mettono le protezioni e vanno, vanno a fare quello che non consigliano agli altri: vanno a mettere mano. Come i fanti del 24 maggio di un secolo fa:“tacere bisognava andare avanti”
Si parla sempre di chi decide, ma mai di chi fa, chi mette le mani, la faccia. Chi rischia sulla propria pelle, mette in gioco la propria salute.
C’è una canzone di Dario Fo che racconto questa storia, una storia che si ripete, per noi villani
Il fatto è che noi villan…
Noi villan…
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!
Ho visto un Re, di Dario Fo
Come sarebbe bella una città che riconosce il vero coraggio, ma non sono da televisione da spararle grosse perchè loro salvano.
