Manuzio, il bassianese che ha inventato i libri di Davide Facilepenna
16 Novembre 2020La casa editrice Laterza di Bari, in questi giorni di rinnovata clausura, ha distribuito nelle librerie “L’inventore dei libri. Aldo Manuzio, Venezia ed il suo tempo”, che racconta la storia di Messere Aldus Pius Manutius , l’inventore dei libri, perlomeno nella forma attuale (fino all’avvento delle edizioni libresche digitali) che tutti conosciamo e sfogliamo. Più correttamente è l’uomo che operò la rivoluzione tecnico-stilistica che decretò la nascita dell’editoria moderna.
Lo fece grazie ad alcune intuizioni che al tempo saranno sembrate a qualcuno delle stravaganze, se non proprio delle blasfemie. Solo per citarne alcune, portò il carattere corsivo nelle stampe, inserì i segni di interpunzione del greco antico (accenti, apostrofi, virgole) nello scritto in italiano vogare e ridusse il formato dei libri dal “quarto” all’ “ottavo”.
Di fatto Aldo Manuzio creò in questo modo il libro cosiddetto “tascabile” che ancora oggi i lettori stringono tra le mani in casa, sui treni o sulle spiagge (o sarebbe il caso dire lettrici, dato che le donne praticano molto di più questa
attività rispetto a noi uomini più attratti dalle prodezze di Ronaldo). Questo signore che a occhio e croce è stato uno dei più importanti della storia occidentale era, passatemi il termine, un erotomane del libro nel senso che amava quasi carnalmente i libri e godeva della loro pubblicazione (pronunciò parole estasiate quando editò le Opere di Demostene).
Visse una vita breve ma intensa in giro per la penisola italica non ancora Italia; la parte sicuramente più importante e prolifica a Venezia dove si traferì nel 1490.
Pochi sanno che però Aldo Manuzio non era veneto ma bassianese nel senso che era nato a Bassiano, piccolo ma splendido comune dei Monti Lepini in provincia di Latina; sicuramente non lo sapeva la leghista della Vandea Irene Pivetti quando era Presidente della Camera. Il socialista e perenne Sindaco di Bassiano Domenico detto “Memmo” Guidi racconta sempre di quella volta che “chiesi all’allora Presidente della Camera Irene Pivetti di concedere il patrocinio ad un’iniziativa che organizzai presso il Palazzo Comunale sul letterato Aldo Manuzio. Mi rispose che non l’avrebbe concesso perché si trattava di una figura minore”. Mi auguro che il Mitterand della Semprevisa non si azzardi a reiterare la richiesta all’attuale Ministro dell’Istruzione che potrebbe chiedergli se non si tratti dell’inventore dei banchi con le rotelle. Chi invece lo sapeva bene chi fosse Manuzio, è la mia amica Simona delle Edizioni E/O. Lo scorso Agosto, venne a farci visita in occasione del compleanno della mia consorte, compleanno che celebrammo a prosciutto e coppiette al Chiosco La Croce a Bassiano.
Passeggiando lungo le vie del paese per smaltire il troppo vino rosso tracannato insieme alle leccornie lepine, Simona notò la targa posta sulla casa natale di Manuzio ed esclamo con il suo accento “strascicato” romano- cosentino ed un poco radical chic (che infame pugnalata!) : “Noooo….Pure Aldo Manuzio è nato qui. Ma la provincia di Latina è la patria dei letterati”. Si riferiva con questo, oltre che all’Aldo editore a due miei amici, Enrico e Mirko.
Il primo è un rinomato professore universitario e traduttore di James Joyce, l’altro un affermato scrittore di meravigliosi “romanzi de paura”. Letterati lo sono davvero quindi, anche se il parallelo con Manuzio mi pare un poco esagerato; sempre meno di un Presidente del Consiglio che si paragona a Churchill.
In verità i due miei amici furono pontini solo in tempo di scuole superiori al Liceo Classico Dante Alighieri. Però a me piace pensare che in quegli anni oltre allo spirito delle tante pinte di birra bevute al Pub SunFlower, abbiano respirato un poco di spirito di Aldo Manuzio quando soffiava dai monti verso la pianura.

Davide Facilepenna


