Latina e la sua borghesia che non vuole fare il sindaco

Latina e la sua borghesia che non vuole fare il sindaco

19 Novembre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Damiano Coletta non è, in questo momento, il sindaco di Latina, ma anche l’unico candidato sindaco per il prossimo sindaco. Dio sa quanto partiti, leader, gente che ci capisce, gente che conosce abbiamo chiesto a tutti i possibili di correre alla poltrona di sindaco. Ma? Ma la risposta è un “non possumus” collettivo, non possiamo. E la risposta non è legata alla carica ma al cielo intorno alla carica. Oggi fare servizio pubblico è un onere privato troppo grande: si prende poco pagando tanto e quindi si resta nelle rispettive professioni. Appena entri nel dibattito delle possibilità diventi oggetto di “libera licenza di sputtanamento” che è il contrario esatto della discrezione borghese. Sorge ad ogni ipotesi di candidatura anche una impossibilità di futuro: chi si candida dopo la candidatura non può essere vergine per rifare quel che faceva.

Prima la politica aggiungeva alle professioni liberali, oggi sottrae. Insomma costa troppo e la società civile non può pagare il conto.

Se prima c’erano tanti aspiranti sindaci, oggi ci sono pochissimi disponibili. Siamo come al tempo del grande west con milioni di bisonti, ma a forza di sparargli ora ne sono rimasti pochi e anche da tutelare.

Vuol fare il sindaco? Non possumus”

Ad oggi c’è candidato Coletta e ipotetici sogni.