Statua di San Lidano: 5 domande senza risposta
9 Dicembre 2020Venite gente vuota, facciamola finita,
voi preti che vendete a tutti un’altra vita;
se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito,
guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
Francesco Guccini
Ricevo e pubblico questa nota del comitato del Belvedere di Sezze in merito alla collocazione della statua di San Lidano nel piazzale delle chiesa cattedrale di Santa Maria. Non è una vicenda banale, una statua è come un diamante è per sempre e prima di mutare le cose per sempre sarebbe necessario pensare, parlare, confrontarsi. Personalmente ritengo la Fede un fatto intimo, di coscienza, e l’idolatria non mi è mai piaciuta. Non mi faccio meraviglia di nulla, ma quando il consiglio comunale che rappresenta la comunità tutta non ha recepito il progetto della statua insistere con i tribunali mi è parso e mi pare di cattivo gusto.
E’ uno dei più gravi torti del prete, quello di chiudere gli occhi e il cuore. In un libro di un polacco ho letto che, un giorno, un prete chiedeva a un contadino se conoscesse il Vangelo; e quello per risposta disse: “E tu conosci il dolore”?. La possibilità di far conoscere il Vangelo è in rapporto alla capacità di conoscere il dolore.
Don Primo Mazzolari
I preti dovrebbero fare i preti e curare le anime non sono scultori, arredatori di esterni, urbanisti, depositari di estetica, padroni di suolo pubblico e non capisco il silenzio del vescovo davanti ad un conflitto evidente tra la volontà di un sacerdote e il sentire di molti cristiani, ma non appartengo a quella comunità e mi taccio ma resta cosa di cattivo gusto. L’ultima considerazione è su San Lidano che non meritava questo, era uno che lavorava, che aveva idea civile della sua missione e non erigeva templi alla vanità, ma cristianizzava le anime. (l.g)
IL COMUNICATO
“Le domande non sono mai indiscrete.
Le risposte a volte lo sono”
(Il buono, il brutto e il cattivo – Sergio Leone, 1966)
Se ci si sofferma più attentamente sugli atti pubblicati nell’albo pretorio online del Comune di Sezze, emerge qualche
dettaglio. Don Massimiliano Di Pastina, con nota del 12.04.2018, ha indirizzato al Sindaco di Sezze una richiesta di autorizzazione per la realizzazione del monumento di San Lidano d’Antena presso Piazza Duomo, nell’area ad uso belvedere della piazza, precisando di rimanere “donatore e proprietario della statua” e allegando una serie di documenti tecnici.
Nella stessa nota, in coda, lo stesso sacerdote setino ci tiene a precisare che: “Da ultimo, il sottoscritto anticipa di aver già avviato le procedure per il rilascio del nulla-osta da parte della competente Soprintendenza archeologia-belle arti e paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti”.
Subito dopo, il settore urbanistico del Comune di Sezze,ricevuta la documentazione, chiede ad un Architetto esterno
un primo parere paesaggistico sul progetto presentato, poi rilasciato con esito favorevole in data 19.04.2018 L’Ente comunale, con nota del 23.4.2018, trasmette il fascicolo per competenza alla Soprintendenza di Latina, onde acquisire
il previsto parere. La Soprintendenza di Latina, con nota datata 24.04.2018 esprime parere favorevole, con prescrizioni, precisando in merito alla compatibilità paesaggistica delle opere da realizzare”.
Dal 12 al 24 aprile sono passati in tutto 12 giorni. Considerando che il 14 e il 15 aprile erano sabato e domenica,
così come il 21 e il 22 aprile, dalla prima lettera del sacerdote al Sindaco fino al rilascio del parere paesaggistico favorevole della Soprintendenza intercorrono esattamente 8 giorni
lavorativi.
In attesa di valutare attentamente gli ulteriori sviluppi della vicenda, attualmente oggetto di valutazioni del TAR e del
Consiglio di Stato su ricorsi presentati dal sacerdote, il Comitato Belvedere di Sezze si pone, e pone a tutta la cittadinanza, oltre che agli interessati, le seguenti domande:
1. A che titolo Don Massimiliano Di Pastina, privato cittadino ancorché sacerdote e direttore dell’Archivio capitolare della Cattedrale di Sezze e del Museo diocesano d’arte sacra di Sezze – come da egli stesso precisato nella prima lettera al Sindaco di Sezze – ha avviato le procedure per la richiesta di nulla osta alla Soprintendenza per il progetto al Belvedere?
2. Esisteva già un accordo preordinato tra sacerdote e Sindaco Sergio Di Raimo – eventualmente anche con il
consigliere comunale di maggioranza Ernesto Carlo Di Pastina, fratello del sacerdote – finalizzato ad erigere il
monumento a San Lidano?
3. Perché il Sindaco ha ritenuto di non dover informare fin da subito ed ufficialmente dell’importante iniziativa – nonostante il progetto comportasse la concessione definitiva di quello spazio pubblico così centrale e storico ad un privato – il Consiglio comunale, optando per il solo passaggio in Giunta?
4. Gli Uffici comunali, nella loro attività tecnica di competenza preliminari alla delibera autorizzativa della Giunta comunale del 1° giugno 2018, ed a quella successiva dell’8 giugno 2018 – che ha precisato che la statua sarebbe rimasta di proprietà del sacerdote – hanno agito nel rispetto rigoroso di quanto previsto dalle normative vigenti e dal Piano Regolatore Generale (PRG), liberi da pressioni o influenze politiche di ogni sorta?
5. Il Vescovo della Diocesi di Latina-Terracina-Sezze- Priverno Mons. Crociata ha condiviso l’idea e il progetto di installazione di una statua privata di San Lidano al Belvedere di Sezze? Quando ne è stato informato da Don Di Pastina, direttore dell’Archivio capitolare della Cattedrale di Sezze e del Museo diocesano d’arte sacra di Sezze?
Mentre si aspettano gli attesi verdetti dei giudici amministrativi, sarebbe doveroso che chi di dovere, prendendo posizione in maniera chiara e pubblica, per quanto di rispettiva competenza, rispondesse a queste domande che potrebbero sembrare scortesi ma che riteniamo invece legittime e fondamentali per consentire alla cittadinanza di valutare compiutamente tutti i passaggi di questa lunga e per certi versi incredibile vicenda.
Sezze, 8 dicembre 2020
Il Comitato Belvedere


