Emanuele Macaluso e la parola socialista
19 Gennaio 2021 0 Di Lidano GrassucciSe ne è andato un grande dirigente della sinistra italiana, un lucido dirigente della sinistra italiana. Quella sinistra in cui ci laceriamo su quale prassi è giusta per una metà sicuramente giusta. Manuele Macaluso era esponente del Pci, rigoroso, ma pensante. E c’è anche un altro ma… lui non era comunista per scelta ragionata, ma per scelta d’amore e questo lo rendeva più “socialista”. Tanto socialista che non si vergognò mai di quella parola, anzi in quella parola diede negli ultimi anni in contributo fondamentale a tenere a sinistra una “sinistra” che crollato il muro di Berlino non si pose domande revisioniste, ma sposò il liberismo-globalizzato senza neanche provare a resistere.
Macaluso mise la sinistra italiana saldamente dentro il dibattito delle socialdemocrazie europee, dentro il riformismo che era anche la prassi del partito comunista italiano a fronte di un estremismo verbale sterile e retorico.
Ma? Ma Macaluso era scomodo proprio per quella parola, socialismo, che è reietta ad ogni purezza perchè eretica in se stessa. Macaluso non era un borghese prestato alla causa del proletariato, ma un proletario nella sua medesima causa. Cosa che fa, faceva, la differenza tra un partito “per i lavoratori” e “il partito dei lavoratori”. Da menscevico, quale sono, fui e sarò, trovavo interessante un “eretico”, un “garantista”, un uomo che usava nostre categorie ricordando che erano quelle di una sinistra libertaria mai schiacciata su categorie di conferma di verità, ma consapevole delle contraddizioni.
Ma è la parola socialismo che lui usava con la conoscenza profonda di chi è “nato socialista” che è condizione propria degli ultimi, che non è una scelta ma “una condizione umana” come respirare.
Saluto un compagno riflessivo, mai scontato, mai ortodosso che non amava le chiese che sono sempre i luoghi dove la si pratica di meno. Lui lascia una eredità: in Italia c’è ancora bisogno dei socialisti.
Emanuele Macaluso è morto oggi all’età di 96 anni. Un tempo quando moriva un socialista anche il prete si toglieva il cappello… era morto un galantuomo, lui merita il cappello levato.
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Info sull'autore
Direttore di Fatto a Latina. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, Latina Quotidiano, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni. E' presidente dell' associazione "la scelta per Davide, Latina amica di Israele", presidente della giuria del Premio Camilla del Comune di Priverno. Portavoce del premio internazionale di fotografia Città di Latina


