Giulio Regeni, uno striscione per ricordare
25 Gennaio 2021Riceviamo e pubblichiamo da parte dei ragazzi di Amnesty International questo intervento
Lo striscione giallo “Verità per Giulio Regeni” ha fatto il giro del mondo. Insieme a La Repubblica da febbraio 2016 Amnesty Italia ha lanciato una campagna per non permettere che l’omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato, per essere catalogato tra le tante “inchieste in corso” o peggio, per essere collocato nel passato da una “versione ufficiale” del governo del Cairo. Qualsiasi esito distante da una verità accertata e riconosciuta in modo indipendente, da raggiungere anche col prezioso contributo delle donne e degli uomini che in Egitto provano ancora a occuparsi di diritti umani, nonostante la forte repressione cui sono sottoposti, dev’essere respinto. “Verità per Giulio Regeni” è diventata la richiesta di tanti enti locali, dei principali comuni italiani, delle università e di altri luoghi di cultura del nostro paese che hanno esposto questo striscione, o comunque un simbolo che chieda a tutti l’impegno per avere la verità sulla morte di Giulio. “In questo giorno di memoria,” dichiara il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “desidero anzitutto rinnovare sentimenti di vicinanza e solidarietà ai genitori di Giulio Regeni, che nel dolore più straziante sono stati capaci in questi anni di riversare ogni energia per ottenere la verità, per chiedere che vengano ricostruite le responsabilità e affermare così quel principio di giustizia che costituisce principio fondamentale di ogni convivenza umana e diritto inalienabile di ogni persona”. Il 25 gennaio 2021, Latina si unisce alle centinaia di comuni italiani che hanno aderito alla campagna di Amnesty Italia. Il gruppo giovani della città si augura che gli studenti, nell’entrare nella biblioteca comunale e nel rivolgere un pensiero a quello che era un loro collega, ricordino il valore dello studio, della ricerca, della verità. Che quella frase sia un monito per tutta la città, affinché la battaglia per la difesa dei diritti umani sia la battaglia di ognuno e affiché nessuno possa considerare i diritti della comunità tutelati fintanto che anche solo uno vede i propri negati.


