Viaggio nella bellezza/ Sulle colline a Settignano

Viaggio nella bellezza/ Sulle colline a Settignano

27 Gennaio 2021 0 Di Lidano Grassucci
Il muretto, il silenzio di una collina di tempo di primavera. Un muretto che “separa”, un confine inventato, ma basso che puoi vedere dall’altro lato e l’occhio può essere clandestino alle chiome degli alberi che il tronco è celato, ma l’albero emerge e… se lo sfondo è una ipotesi di fondo di un monastero, di una culla del pensiero è lei la ragazza assorta a leggere tra le mani il centro di tutto, scarpe che han fatto salti, gonna che ha fatto vela al salto della pozza al centro dello stradone e ora a se: “Dio, come sarà il mio primo amore che, magari, non sarà il mio primo amare poi su questo stradone il carro con il fieno e lui, piu’ Giamburrasca che uomo, lui col cappello di paglia, o lui già soldato di passo che non vedrò più”.

Le mani in questo sole, il pensiero in questo altro tempo che qui è dipinto. C’è il tempo fermo di questo mondo “affermato” e il tempo lungo che si rincorre di lei, di questa ragazza che si isola nell’apertura del mondo, isola del mondo che verrà.

Segna sulla tela non questo presente, ma il presente di un sogno. La campagna. il muretto, il convento, la collina sono macchie che lasciano trasparire il segreto pensante della ragazza, come tutte le ragazze del mondo. Passerà forse la banda con gli ottoni e la gran cassa e il maestro farà alzare il tono, poi lo porterà giu’ omaggio a lei, come cavaliere alla principessa con la visiera dell’elmo prima di immolarsi nella giostra.

Che silenzio il pensare, che ottoni e gran cassa dentro il pensarsi, il pensare. Lui sarà un poeta che farà ragioni di polvere e muri, e l’immenso si illumina come alba al piano dopo la notte.

Telemaco Signorini, Sulle colline a Settignano (1880)