Butterfly e il mandorlo in fiore nel tempo senza speranza
31 Gennaio 2021Capito il tempo, compreso l’evento, vengo al fatto. La scena è sulla strada delle “coste” che collega Sezze al mondo, se vuoi, risalendo di fine gennaio alla fine del secondo rampante si fa la curva stretta, la Vespa incanta e io vedevo vicino, vicino l’asfalto con la paura di cadere, poi vinta guardavo verso l’alto. Lì, proprio lì c’è una “insenatura” che da verso ll sole del tramonto, ma che prima di tramontare indugia di calore. Da poco avevo staccato gli occhi dal candore gelido del Semprevisa, e avevo in faccia il calore del camino. Ma neanche immaginavo questo appuntamento che mi aveva prenotato il destino, e che sarebbe stato mio inconsapevolmente e per sempre, nel sempre possibile per noi umani. Alzai gli occhi e… c’era un mandorlo in fiore, bianco candido sui rami ancora quasi nudi di foglie e candidi fiori. Come una neve senza gelo, una coperta abbozzata su di un corpo che cercava il sole. Bianchi da stupire, bianco che avrei rincontrato nelle foglie di ciliegio e pesco della Butterfly con il canto. Bianchi di mandorlo. Ho girato la testa per seguire quell’imbiancare, bianco, bianco che era primavera prima di ogni fiorire. Pensavo di aver incontrato la primavera che nasceva proprio lì, lì alla fine del secondo rampante, subito sopra la curva di una strada che torna su te stessa e prova a salire un poco, poi una curva più dolce ma è ancora inverno.
L’incontro durò la corsa di una Vespa per una trentina di metri, ma da allora mi riprometto di vedere le mandorle conseguenti a quei fiori, e per questa promessa non è mai diventata realtà. Una promessa per sempre, ma puntualmente l’albero del mandorlo mi fa da calendario annunciante primavera. Da tempo, da tempo, nel tempo. Petali bianchi, con sulla punta strisce nervose di rosa.
E l’ho incontrato con la 1100 di mio padre, con la mia prima Renault 4, e poi… ora che ci penso ci deve essere stato un destino a destinarmi a questa primavera quasi fatta a dispetto del gelo, quasi fatta ad inganno.
Ma per me così vera. Poi la vita ti porta ad altre cose così, altri appuntamenti presi del fato, appuntati sulla agenda della tua storia ma non da te.
La mano si apre controvento su una vespa che fatica, ma sale, sale verso il mandorlo. E il soprano:
“Un bel di vedremo
Levarsi un fil di fumo sull´estremo
confin del mare.
E poi la nave appare.
E poi la nave bianca
Entra nel porto, romba il suo saluto.
Vedi? E´venuto!”
Morale: anche nel freddo più freddo, anche quando tutto è finito abbiamo un inatteso appuntamento con un mandorlo in fiore.


