Ora vi racconto come mi sono vaccinato con Astra Zeneca

Ora vi racconto come mi sono vaccinato con Astra Zeneca

1 Marzo 2021 0 Di Fatto a Latina

Mi arriva un messaggio da Regione Lazio sul telefono: L’appuntamento per prima vaccinazione Covid-19 è per il giorno 27.02.2021 in Punto Vaccinale Fiumicino. Seconda vaccinazione in data 16.05.2021. Caspita si sono ricordati davvero dalla Pisana e mi hanno dato pure la data del cosiddetto “richiamo vaccinale”.
Ho dato la disponibilità un mese fa in quanto “categoria prioritaria” e mi beccherò l’Astra-Zeneca. Proprio Il temuto vaccino “scadente” secondo una certa vox populi. Il vaccino che darebbe effetti devastanti nelle ore successive all’inoculazione (che brutta parola).
Quello non adatto a chi ha patologie o più di cinquantacinque anni. Non il meraviglioso ed introvabile Pfizer. Qualcuno malignamente dice che lo stanno testando su di noi. Non credo.
Comunque avendone la possibilità, preferisco farlo. Poi se serve a ad accelerare la possibilità di vaccinare il resto della
popolazione meglio ancora. Il 27 febbraio alle ore 13.40 circa sono, insieme ai miei colleghi, nel mega parcheggio di Fiumicino dove hanno allestito l’HUB per le vaccinazioni. Non è una delle famigerate “primule”.
Molto più semplicemente si tratta una struttura mobile, organizzata con un percorso prestabilito al suo interno.
Entri senza vaccino da una parte, esci vaccinato dall’altra. In ogni momento sei scortato dagli uomini e dalle donne della Croce Rossa nelle loro divise rosso fuoco.
Tutti perfetti, tutti tranquilli e professionali. Perciò non si vedono resse e non si percepisce agitazione. Già dall’esterno della struttura ci si incolonna a distanza di un metro uno dall’altro, secondo le ormai onnipresenti “orme” disegnate a terra. Mi misurano la temperatura facendomi avvicinare la mano destra ad un sensore verde (sembra quella cosa che si vede nei film per l’ingresso nelle stanze blindate) poi una sana doccia vaporizzata mi igienizza da capo a piedi, prima del labirintico percorso. Una volta all’interno “le orme” diventano frecce blue che ti accompagnano
fino all’uscita.

Non puoi sbagliarti e non possono esserci assembramenti. Attese massime di cinque minuti nei vari passaggi che devi affrontare. Prima ti fanno compilare tre moduli; uno è il tanto temuto “consenso informato” (lo leggo con spavalderia perché non ho paura io!) Poi ti instradano nelle postazioni per l’anamnesi. Ce ne saranno venti. Una separata dall’altra con tanto di numeretto per non sbagliare. “Vada alla dodici” mi dice una bella ragazza mora col maglione. La dottoressa mi fa le domande di rito. “Allergie? No. Patologie gravi? No. Prende medicinali? Si. Quali? Sevikar. Ha preso il Cortisone nell’ultimo mese? No. Allora, va bene. Segua le frecce per terra e dica al collega di farle il vaccino sul braccio sinistro, se non è mancino”.
Arrivo all’ultimo passaggio che manco me ne accorgo. Un dottore dalla coccia pelata mi fa sedere vicino a lui.
“Dante? ….No. Mi chiamo Davide….. Signor Davide nel modulo si sono dimenticati di scriverle la I e la D sembra una T. ……Mhhh…l’ho scritto io, Dottore. Ho l’effetto vaccino grafico e preventivo” Il dottore coccia pelata sorride sotto la mascherina e corregge il nome prima di prendere la siringa.
Il tempo di dare uno sguardo a Vasco che mi sta fotografando e già sono vaccinato. Non sentito nulla di nulla. Mi viene il dubbio che non mi abbia nemmeno “puncicato”.
Dobbiamo attendere una ventina di minuti, in osservazione, prima di riuscire dall’HUB e consegnare il modulo compilato con il numero del lotto “Astra- Zeneca ABV5811”. Nella sala di decompressione c’è uno schermo che riporta i numeri, in tempo reale, dei vaccinati nel Lazio; fa sicuramente un effetto migliore dei dati dei contagiati e dei morti che ho visto finora. Marco “ Andrè hai visto quando dobbiamo fare il richiamo?” Andrea “ Si. Er sedici maggio. Perché?” Vincenzo: “C’è il derby” Andrea “ E te pareva. Se er dottore è laziale nun me faccio fa’ a seconda dose” Poco dopo siamo già nel sole del parcheggio. Problemi? Fame, tanta fame. Non credo però imputabile al vaccino.
A cena recuperò, penso ad alta voce. Alessandro infamissimo “ Da’ attento perché ha detto Vincenzo che il vaccino
da reazione col vino rosso” Io “La birra no allora? Vado di Bulldog” Il giorno seguente mi sveglio convinto di affrontare una giornata campale tra mal di testa e febbre altissima.
Invece sto benissimo. Contatto gli altri. Pure loro stanno bene. “Ma ce lo avranno fatto davvero sto’ vaccino o era acqua?”

Altri che avevo sentito nei giorni precedenti invece hanno avuto febbre e mal di testa. Vai a capire. Sarà il lotto del vaccino o solo il caso. Comunque se funziona, in tempo breve, dovrei essere fuori dal tunnel. Posso saperlo? No. Lo spero. Effetti collaterali a distanza? Non lo so. Ma del resto non lo so nemmeno per altri medicinali che già prendo.
Perché l’ho fatto? Dovere civico? No, assolutamente. No non ci prendiamo in giro. I doveri civici, ammesso che esistano, sono altri. Chi non vuole o non si fida è libero di non farlo sto’ vaccino e non lo considero un assassino. Però la possibilità deve essere data a tutti e in breve tempo.
Io l’ho fatto semplicemente per me (pure per chi mi sta vicino) e senza retorica. Poi l’ho fatto un pure perché come diceva l’immenso Gigi Proietti ”me so rotto er ca..”
Me so rotto er ca…delle mascherine, delle chiacchiere sulla troppa gente in giro, dei DPCM, delle zone rosse e arancioni, del distanziamento sociale, dei no-mask ma pure dei si-mask, di Burioni ed Ilaria Capua, di stare senza
cinema e teatro, di non abbracciare e stringere mani, di moriremo tutti e delle varianti brasiliane, del colpa de Covid per ogni cosa che non funziona, dei morti per tumore dimenticati e delle attività commerciali chiuse, degli stadi
vuoti e del servizio solo d’asporto, del dagli all’untore e del laboratorio di Wuhan, del paziente zero e del saremo migliori o peggiori.

P.S. Mi auguro fortemente che arrivino e presto le dosi Pfizer per i soggetti deboli e che venga data la possibilità pure agli altri di uscire dal tunnel.

Davide Facilepenna