Tra inverno e primavera in viaggio

Tra inverno e primavera in viaggio

28 Febbraio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Il sole, quando l’inverno è stanco e la primavera comincia a scherzare, è di un caldo da piccoli brividi, da calori che verranno e da fredde memorie.

Sul lato caldo della strada c’è primavera, in ombra, tra gli alberi,  l’inverno. In mezzo le macchine dell’indifferenza quotidiana. Sono qui a godermi questo tempo di mezzo, sono qui a cercare nel mezzo ragioni nuove di primavera.

Già, ma che ragioni vuoi trovare? Trovo solo sogni da sognare e la primavera mette come friggere nella pancia. Come vestali al rito del passar del tempo e arrivano i ricordi  proiezioni di ieri per domani.

Senti lenzuola bianche di bucato che hanno quel gelo che è un invito ad essere riscaldato dai corpi. Velo nuovo che fa sipario alla paura dell’inverno. Fanno velo a corpi che si sentono caldi, che si sentono pelle. Pelle di seta, pelle di cotone, pelle che ha mille sfumature in una pelle sola.

Giochi di vento nelle lenzuola e il sole dalle finestre fa tracce alle ombre. I corpi nei corpi di danzatori che si stordiscono del danzare. Le lenzuola si fanno dighe di questo caldo e rivoli di calore si fanno gocce lungo il corpo.

Lei è nuvola bianca di prima vera, lui nembo di tempo reale che vengono dal freddo. Rabbia e caldo, passione e freddo in quel mix della centrifuga dell’amare che è follia del presente. La luce dalla finestra fa flash sulla polvere che è farfalle dell’aria. Stringe i fianchi l’inverno alla primavera. La stagione della vita gioca con l’inverno in un salire è scendere che è questo piacere nel tempo.

I fianchi sono come le rughe delle mie colline, ardite ma mai neganti. Fianchi come le mie colline dove anneghi di ulivi, dove la luce gialla si fa ginestra.

Seni come questa terra nera fertile per piante rare, per rari sapori amari che ti si stampano in mano per sempre. Amaro di carciofi, dolce di fichi che hanno dentro il miele di questo piacere.

Il piacere che è estasi in un ballo che chiudi gli occhi per sentire l’anima cantare.

Non conosco il resto ma sto qui a sentire. Poi il caldo mi da un bacio, azzurrissimi sguardi di mari mai navigati.

Ho fatto l’amore con la primavera ed era ancora inverno, in un viaggio in cui ho solo letto il tempo.

Da un lato la primavera, dietro gli alberi l’inverno, in mezzo macchine del tempo. Il resto, la fantasia.

Nella foto la primavera di Botticelli