Il vento di Russia

Il vento di Russia

12 Marzo 2021 0 Di Lidano Grassucci
L’aria scende dalle montagne, da est. Non ho mai capito il giro che fa. Immagino (o mi piace immaginare) venga dalla steppa di Russia, in un cammino lungo come i romanzi dei russi che hanno bisogno di tempo per respirare, per dipanare il proprio corso.
Aria di Russia che qui arriva dopo che l’aria di Africa, l’aria mite di questo mare al centro delle terre, aveva timidamente prenotato primavera. Fa un freddo diverso da quello di prima, freddo a sorpresa.
La gente si timida davanti a questo tempo. Leggo un libro che riporta le storie di sensazioni e fa di ogni stagione una persona un personaggio.
Ora, il tempo di ora, è una donna elegante che sta dentro quei libri russi, quegli intrecci da Leone Tolstòj. Vite che si fanno vita nella vita di chi legge. Una donna che sente queste storie esattamente come questo freddo e la lettura le arriva così nel profondo che brivida quasi piegandosi con il suo corpo per farsi scivolare, o prendere,  da quel gelo vitale affardellato di storie.
Come se il gelo fosse lui stesso una storia da vivere volando su steppe infinite, sugli Urali selvaggi o nella Mosca più sofisticata che potesse immaginare. Brivida, poi la luce mitiga, poi le voci distraggono, poi gli osservatori si distraggono e si cerca un romanzo che sia lento russo e guarda timidi stupori di cosacchi che vendono dal Don e tanta bellezza è sorpresa.
Lo scrittore si perde in descrizioni di campi, di stagioni, di umane fotografie di innumerevoli persone. Come la zucca di Cenerentola si fa carrozza e i topini destrieri, così questo mondo si fa ufficiali, eroi, corte di Zar decaduti e per questo romanticamente vividi.
La vita è lungo un marciapiede di Pietroburgo, un caffè che pare Parigi che non è, aromi di arabica e robusta, latte venuto da campagne vicine. Storie così intense che lei si china un poco, aa piegarsi dalla forza di tutto questo.
Prende dalla borsa di Parigi un libro consumato dalla lettura, prende una lettura consumata in un libro e si assorbe nella sua lettura. Ufficiali fedeli alla Zar mostrano divise bellissime e giurano fedeltà ad un mondo che non c’è già. Lei sorride nel mio libro che fa di ogni tempo un personaggio,  è alla voce di marzo quando ancora non è primavera.
Così compresi le stagioni e forse la vita, guardando come si vive questa vita quando indossi la lettura, quando arriva da est il vento di Russia. 
nella foto di copertina Anna Karenina ha il volto di Keira Knightley