Latina, zona rossa. Il difficile necessario e la V di Churchill

Latina, zona rossa. Il difficile necessario e la V di Churchill

12 Marzo 2021 0 Di Lidano Grassucci

Latina zona rossa, come tutto il Lazio. Da lunedì torniamo a essere chiusi in casa, paghiamo ancora un  prezzo enorme alla salute pagandola in libertà.

Non sono mai stato uno che invidia chi decide, e non mi sento capace di far meglio perché il meglio non esiste. Ma prima bisogna vivere, poi vivere mangiando, poi vivere con gli altri. Oggi le due ultime fasi sono “sacrificate” per vivere. Ma il tutto è inammissibile se non c’è una giustificazione: la speranza. Quando Winston Churchill promise ai britannici lacrime e sangue, nelle stesso tempo fece con due dita la V di vittoria. Mise la speranza come obiettivo del dolore, e vinse.

Sono figlio di contadini, contadino dentro e noi sappiamo che le cose del mondo non vanno come vogliamo, ma come possono. “Se ci sono le nubi alla marina, lascia la zappa e va in cantina. Se ci sono nubi alla montagna, prendi la zappa e va in campagna”. Seguiamo il fato, se piove tanto avremo vino buono, se piove poco avremo pane e ciambelle. Ma mai perdersi d’animo, perché senza animo siamo morti.

E la speranza? La V di oggi sono i vaccini, i vaccini e solo i vaccini. Dobbiamo credere che il semino dei vaccini sarà tra poco l’albero della libertà.

Saremo chiusi? Si. Costerà tanto? Sì. Ma non buttiamo questi giorni grami cercando di uscire con i libri, la musica, i dubbi per essere pronti alla libertà che prima o poi verrà.

Esiste una V anche quando nazisti e fascisti parevano imbattibili, perché anche con il virus non vince mai il più forte ma sempre il più determinato.

Il contadino è solo con il suo semino  contro la siccità, le mosche, il grillo talpa, la volpe, l’acqua quando è troppa, la gramigna che non muore mai, e sta anche male lui. Ma dalla notte dei tempi la battaglia la vince lui, dalla notte dei tempi germoglia il grano