Cosa ho davanti

Cosa ho davanti

29 Marzo 2021 0 Di Lidano Grassucci

Come vedi tutto è normale
In quest’inutile sarabanda
Ma nell’intreccio di vita uguale
Soffia il libeccio di una domanda

Cosa ho davanti? Guardo la punta delle mie scarpe. Cosa ho davanti? Guardo il marciapiede. Cosa ho davanti? Rischio di prendere un palo della luce. Cosa ho davanti? Un passo il più in avanti. Ma manca qualcosa. Già cosa mi manca? Passo dopo passo un muro di mattoni, ordinati come sono i mattoni di un muro. Cosa ci sarà oltre? Sento il rumore di un giardiniere che combatte contro la primavera in nome dell’ordine suo. Un muro, che brutto il muro, non ti ci puoi neppure avvicinare.

I muri, certo che li ho usati, mi ci sono nascosto, mi hanno protetto, mi hanno impedito la corsa, mi hanno provocato al salto. Noto che sono solo in mezzo ad una città dove non si muove niente, apparentemente. Dove io sono estraneo, straniero.

E se dentro fossimo fatti così? Se nel profondo ci domandassimo “cosa ho davanti?”.

Il muro è “sbattuto” dal sole, una lucertola osa uscire, farsi godere godendone dal primo sole. Sta sempre in allerta per predare e non essere preda, ma “sente” le assenze nel registro di questa giornata. Non è veloce la lucertola, la sera quando “rassera” fa ancora freddo.

Il muro è sbattuto dal sole, una erba resistente fa “capocella” testarda tra i mattoni, la lucertola ci si confonde per far vedere che non c’è, la lucertola ha occhi piccoli e neri, ha il corpo verde e marrone è capace di cambiar coda, è padrona della sua caccia. Mi spiega l’esistere, l’ascolto. Un indizio.

In giardino il ciliegio è fiorito
Agli scoppi del nuovo sole
Il quartiere si è presto riempito
Di neve, di pioppi e di parole
All’una in punto si sente il suono
Acciottolante che fanno i piatti
Le TV sono un rombo di tuono
Per l’indifferenza scostante dei gatti
Cosi, passo dopo passo, ora il muto lo costeggio, lo sfioro. So bene cosa c’è oltre, oltre ci sono le mie domande ed io porto con me le risposte.
Cosa ho davanti? Vado a vedere.
Le strofe di Lettera di Francesco Guccini